N°13/2010 Registro Stampa Trib.di Roma il 19/01/2010 - Direttore Responsabile: Giulio de Nicolais d'Afflitto.
NUMERO 186° Luglio 2026 Anno XVI°               

L'Ucraina all'Europa: dimenticato il Genocidio di Mariupol?

L'Ucraina all'Europa: dimenticato il Genocidio di Mariupol?

 

by Giulio de Nicolais (Ukraina in Europa Onlus) 

 

 

"Mariupol, città ucraina sul Mar d'Azov, è stata completamente distrutta durante i primi mesi dell’invasione russa continuata il 24 febbraio 2022, a seguito di quella iniziata nel 2014. In quel periodo, dal 24 febbraio 2022, almeno 22.000 civili persero la vita, e oggi, a distanza di tre anni, su questa tragedia sembra essere calato il silenzio. Non si parla più di genocidio, nessuno manifesta più sdegno: l’indignazione internazionale pare selettiva, e spesso contraddittoria" - dichiara la prof.ssa Liliya Bilyk , Presidente di Ukraina in Europa Onlus e membro della Consulta del 1° Municipio di Roma (2006), dall'Europa.

L'associazione italo-ucraina fondata già nel 2005 dopo la Rivoluzione Arancione in Ucraina e dopo aver rappresentato l'Ucraina al Culture and Cultural Policies for Development’ 5th Ministerial Colloquy, organizzato dal Consiglio d’Europa a Kiev 15-17 settembre 2005, dal 2006 al 2013 ha ospitato centinaia di bambini orfani ucraini nei campi scuola e di salute in località salubri italiane, insegnando anche i valori fondamentali europei, quelli di De Gasperi e di Shuman. Oggigiorno a distanza di 20 anni, con l'inizio della guerra della Russia in Ucraina quei bimbi assistiti dalla Onlus che nel 2006 avevano 12-16 anni, oggi ne hanno 32 - 36 e sono i soldati di Ucraina, arruolati in diversi battaglioni dell'Esercito Ucraino, per difendere la democrazia, la libertà del loro Paese e quelle dell'Europa.

Prima della guerra, Mariupol stava attraversando un periodo di rinascita. La città era stata rinnovata con nuove scuole, edifici, parchi e infrastrutture, grazie all’impegno del sindaco ucraino che voleva creare opportunità per i giovani e spingerli a restare. Mariupol era anche un esempio di convivenza tra diverse etnie: greci, bulgari, russi, ucraini, polacchi, ebrei – tutti vivevano insieme pacificamente, senza tensioni nemmeno dopo il 2014.

Ma all’alba del 24 febbraio 2022, tutto cambiò. Le prime bombe russe caddero sulla zona est della città, colpendo abitazioni civili. I bombardamenti continuarono senza sosta, costringendo le autorità a seppellire i morti in fosse comuni. Già nei primi giorni, il vicesindaco parlava apertamente di genocidio contro il popolo ucraino.

La situazione umanitaria divenne rapidamente critica: niente acqua, elettricità, gas o riscaldamento. I civili erano intrappolati, senza possibilità di evacuazione, e le scorte di cibo si stavano esaurendo. Le autorità paragonarono la situazione all’assedio di Leningrado. Secondo alcune fonti, l’esercito russo avrebbe addirittura utilizzato forni crematori mobili per eliminare i corpi e nascondere le prove dei crimini di guerra.

Le accuse più gravi riguardano i bombardamenti su obiettivi civili. L'attacco al Teatro d'Arte Drammatica di Mariupol, dove si erano rifugiate centinaia di persone, è stato classificato da Amnesty International come un crimine di guerra deliberato. Anche l'ospedale di maternità fu colpito, provocando vittime tra donne e bambini. Il presidente ucraino Zelensky denunciò pubblicamente questi attacchi come atrocità, chiedendo una reazione forte da parte della comunità internazionale.

Il vicesindaco della città continuava a denunciare la devastazione: migliaia di morti, infrastrutture distrutte, e la popolazione costretta a sopravvivere in condizioni disperate, bruciando legna e raccogliendo neve per bere.

A raccontare questa tragedia al mondo è stato anche il documentario "20 Days in Mariupol", vincitore dell’Oscar, del Pulitzer e di altri premi internazionali. Girato da una squadra di giornalisti rimasti bloccati nella città all’inizio dell’invasione, ha documentato in modo crudo e diretto l’assedio russo. Il regista Mstyslav Chernov ha portato la voce di Mariupol sulle scene globali.

Tuttavia, oggi, dopo tre anni, le sofferenze e i crimini commessi a Mariupol sembrano essere stati dimenticati. Il genocidio del popolo ucraino, pur testimoniato e documentato, è ormai raramente citato nei dibattiti pubblici e politici.

Pubblicato: 07/08/2025
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