N°13/2010 Registro Stampa Trib.di Roma il 19/01/2010 - Direttore Responsabile: Giulio de Nicolais d'Afflitto.
NUMERO 186° Luglio 2026 Anno XVI°               

Fabio Domenico Marco Montalbano: il Genio Italiano come Patrimonio da Blindare

Fabio Domenico Marco Montalbano: il Genio Italiano come Patrimonio da Blindare

by Maria Santovito

In un’epoca di mercati globalizzati e di standardizzazione di massa, c’è chi ha deciso di erigere un bastione a difesa della risorsa più preziosa, e forse più copiata, del nostro Paese: l'ingegno. Parliamo di ANIEC (Ambasciatori di Eccellenze Italiane), un’entità accessibile su aniec.online che nasce con l'ambizioso obiettivo di mappare, proteggere e celebrare il "saper fare" italico. Per comprendere a fondo la genesi e la missione di questa iniziativa, abbiamo incontrato il suo fondatore, Fabio Domenico Marco Montalbano, già presidente di ANICEB. Una conversazione profonda che va oltre l'economia, toccando le corde dell'identità nazionale, del vissuto personale e della tutela intellettuale.

Presidente Montalbano, partiamo dalla genesi. Chi guarda ad ANIEC vede un network di altissimo livello, ma dietro ogni grande sigla c'è sempre una spinta vitale. Qual è stato lo scopo profondo che l'ha portata a fondare questa realtà?

La ringrazio per questa domanda, perché mi permette di andare al cuore pulsante del progetto. ANIEC non nasce da un calcolo commerciale o da una mossa accademica, ma da un moto dell'anima. Se dovessi definire ANIEC con una formula, direi che si tratta di un'entità di certificazione sentimentale. Tutto deriva da un sentimento viscerale, una pulsione totale di riconoscenza verso il genio italiano. L'Italia, storicamente, non ha semplicemente creato prodotti: ha inventato di tutto per la sopravvivenza e l'evoluzione della razza umana, dalla scienza all'arte, dalle soluzioni ingegneristiche alla qualità della vita. Eppure, oggi assistiamo a una vera e propria invasione: mercati esteri e competitor senza scrupoli che tentano di copiare, diluire o appropriarsi di ciò che è nato da un cervello italiano. ANIEC nasce per questo: per essere lo scudo e la cassa di risonanza del nostro ingegno attraverso la celebrazione.

Questa forte sensibilità verso l'italianità nel mondo si percepisce chiaramente. Ma qual è il percorso che l'ha portata a maturare una visione così netta? C'è un bagaglio di esperienze importante alle sue spalle.

Sì, è una visione che si è forgiata sulla mia pelle, girando il mondo per una vita intera. Ho vissuto mille peripezie all'estero, ricoprendo ruoli apparentemente distanti ma uniti dallo stesso filo conduttore dell'eccellenza. Sono stato chef, ho diretto grandi hotel in Kenya, ho navigato tra culture e continenti diversi. Proprio stando lontano dall'Italia, guardando il nostro Paese da fuori, ho capito quanto il mondo sia letteralmente affamato di noi, del nostro stile e delle nostre intuizioni. Ma ho anche visto quanto fossimo vulnerabili. La svolta decisiva è arrivata nel periodo post-Covid. Quella crisi globale ci ha costretti a resettare tutto, a riflettere su ciò che conta davvero. È stato in quel momento storico di ripartenza che ho sentito l'urgenza di canalizzare tutte le mie esperienze in qualcosa di grandioso: ho voluto creare un'entità che celebrasse l'ingegno italiano in ogni angolo del pianeta.

C'è un dettaglio fondamentale nel nome che ha scelto: non vi chiamate semplicemente "Eccellenze Italiane", ma "Ambasciatori di Eccellenze Italiane". Qual è il fulcro e il senso profondo di questa distinzione?

Questo è il punto focale, la chiave di volta di tutto il nostro operato e ci tengo a fare estrema chiarezza. Sul mercato oggi si trova di tutto: sigle, istituzioni e forme varie che propongono marchi di "eccellenza italiana". Ma parliamoci chiaramente: nella maggior parte dei casi si tratta di certificazioni commerciali, bollini a pagamento che non nascono da un sentimento o da una reale pulsione di riconoscenza. ANIEC è totalmente diversa, è su un altro pianeta. Io ho voluto fortemente la parola Ambasciatori. Perché il senso profondo è questo: noi geni italiani siamo ambasciatori noi stessi nel mondo di tutto ciò che è eccellente, proprio perché quello che produciamo – l'intelligenza italiana, l'inventiva, il saper fare – è nato da un cervello italiano eccellente.

Quindi la vostra non è una "promozione" commerciale, ma un'investitura.

Esattamente! Noi non vendiamo bollini. Noi celebriamo, assegniamo targhe e certificazioni honoris causa per puro spirito di gratitudine, e facendo questo deleghiamo e dichiariamo le persone Ambasciatori di Eccellenze Italiane. È una proclamazione di status, un riconoscimento del fatto che quel professionista, con la sua testa, rappresenta la bandiera del nostro ingegno nel mondo. È fondamentale che il pubblico e gli addetti ai lavori non ci confondano minimamente con le classiche operazioni commerciali che si trovano in giro. Da noi parla il sentimento, parla la storia della persona, parla la riconoscenza verso quel cervello.

In quest'ottica, la mappatura che fate diventa un mosaico di storie umane straordinarie, prima ancora che imprenditoriali.

Proprio così. Il genio italiano non ha classi sociali o recinti settoriali. Deriva da quella scintilla unica che appartiene alla nostra storia. Per questo ho pensato che fosse giusto girare il mondo per scovare e celebrare tutti i geni italiani: dal calzolaio che custodisce un sapere manuale irripetibile, all'autore di commedie teatrali o opere cinematografiche e musicali, all'attore che trasmette emozioni uniche, fino all'inventore che brevetta una tecnologia rivoluzionaria. Chiunque voglia approfondire questa nostra mappatura e scoprire chi sono questi Ambasciatori può trovarci su aniec.online.

Presidente, per concludere: qual è il messaggio che, forte di tutte le sue peripezie nel mondo, vuole lanciare oggi da ANIEC?

Di non svendere mai la nostra unicità e di non lasciarsi ammaliare dalle scorciatoie commerciali. Abbiamo un'eredità pesante e meravigliosa: siamo figli di chi ha disegnato il mondo. Ai geni italiani di oggi, famosi o nascosti nelle loro botteghe o laboratori, o studi o sale di scrittura dico: continuate a creare. Noi di ANIEC continueremo a viaggiare, a cercarvi, a proteggervi e a nominarvi Ambasciatori, affinché il vostro intelletto riceva l'onore, il rispetto e la tutela che merita, da legittimi proprietari del genio italiano. 

https://www.aniec.online/

Pubblicato: 01/07/2026
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