N°13/2010 Registro Stampa Trib.di Roma il 19/01/2010 - Direttore Responsabile: Giulio de Nicolais d'Afflitto.
NUMERO 186° Luglio 2026 Anno XVI°               

Claudia Vincenzino: fotografia di moda, il premio Miami e la campagna promozionale Alviero Martini.

Claudia Vincenzino: fotografia di moda, il premio Miami e la campagna promozionale Alviero Martini.
by Paola Caputo
 
Claudia Vincenzino è una fotografa italiana apprezzata che da solo alcuni anni lavora anche nel mondo della moda, con progetti che spaziano dalle campagne commerciali agli editoriali d’autore. In questa intervista parla del significato della fotografia di moda oggi, del premio ottenuto a Miami insieme a Frank e della recente campagna promozionale per Alviero Martini realizzata a Militello.
 
Come definirebbe, in termini semplici, la fotografia di moda?
 
La fotografia di moda è innanzitutto una forma di comunicazione visiva. Non si limita a mostrare abiti o accessori: racconta uno stile di vita, un’idea, un’emozione. È il punto d’incontro tra creatività artistica e esigenze commerciali. Deve attrarre lo sguardo, creare desiderio e, al contempo, rispettare l’identità del brand. Per me è anche un modo per interpretare i trend, giocare con luci, colore e composizione, e trovare un linguaggio visivo che parli sia al mercato sia alla sensibilità estetica delle persone.
 
Quali sono gli elementi tecnici e creativi che considera imprescindibili in una buona foto di moda?
 
Ci sono aspetti tecnici non negoziabili: una buona luce, controllo della profondità di campo, una composizione studiata. Poi c’è il lato creativo: la direzione artistica, la scelta della location, il moodboard, il team stylist, make-up, hair stylist che deve lavorare in sinergia. Una foto di moda efficace nasce dall’equilibrio tra tecnica e storytelling. Ogni elemento, dall’espressione del modello alla posa, deve contribuire alla narrazione del prodotto.
 
Ha ricevuto un premio a Miami insieme a Frank. Cosa rappresenta per lei quel riconoscimento?
 
Il premio a Miami è stato un momento molto importante. Rappresenta il riconoscimento internazionale di un lavoro costruito con passione e disciplina. Con Frank, con cui condivido un percorso creativo, abbiamo presentato un progetto che univa estetica contemporanea e una forte identità narrativa. Ricevere il premio ha confermato che la nostra visione è riuscita a parlare a un pubblico più ampio e a una giuria internazionale. È stato anche uno stimolo a continuare a esplorare nuove direzioni visive. Ci confrontiamo fin dalla fase di ideazione e poi ognuno porta la propria competenza specifica.
 
Parliamo della campagna promozionale per Alviero Martini: dove è stata realizzata e qual è stata l’idea dietro lo shooting a Militello.
 
La campagna è stata realizzata a Militello, un contesto che ci ha offerto scenari autentici, architetture e atmosfere che si sposavano bene con il mood del marchio. L’idea è stata creare immagini che valorizzassero l’artigianalità e la storia delle borse Alviero Martini, inserendole in un paesaggio che trasmettesse qualità e fascino italiano. Abbiamo voluto bilanciare eleganza e naturalezza, rendendo evidente il dialogo tra prodotto e territorio.
 
Lei ha detto che ogni anno tre borse Best Seller vengono inserite nella nuova collezione. Come funziona questa scelta creativa e commerciale?
 
La selezione dei tre Best Seller annuali nasce da un confronto tra il team creativo del brand, l’analisi delle vendite e il feedback del pubblico. Da un punto di vista creativo, questi modelli vengono re-interpretati per inserirsi armoniosamente nella nuova collezione: si aggiornano materiali, finiture o palette cromatiche senza tradire l’identità che li ha resi popolari. Commercialmente, è una strategia che garantisce continuità di riconoscibilità, mantenendo allo stesso tempo freschezza nella proposta complessiva. Nel servizio fotografico abbiamo dedicato loro uno spazio prominente, per sottolinearne il valore e la storia.
 
Sono  solo queste le uniche Best Seller del marchio?
 
No, ovviamente ci sono altri Best Seller. Quelle tre borse sono quelle selezionate ogni anno per essere rilanciate nella nuova collezione, ma la linea Best Seller include ulteriori modelli che continuano a esser richiesti. L’idea è mantenere viva una famiglia di prodotti storici, garantendo che i pezzi più amati restino disponibili e vengano aggiornati quando necessario.
 
Quali sfide ha incontrato nello shooting per Alviero Martini e come le ha superate?
 
Le sfide principali sono state logistiche e legate alla luce naturale di Militello: il clima e gli orari migliori per ottenere certe atmosfere sono ristretti. Abbiamo lavorato con una pianificazione serrata, sfruttando le golden hour e integrando luci artificiali quando serveva per coerenza cromatica. Un’altra sfida è stata raccontare l’artigianalità delle borse in un linguaggio contemporaneo; l’abbiamo risolta con dettagli ravvicinati, texture ben illuminate e pose che evidenziassero la funzionalità senza perdere eleganza.
 
Come vede il futuro della fotografia di moda, soprattutto in un mondo sempre più digitale?
 
La fotografia di moda si adatterà ancora di più alle nuove piattaforme: immagini pensate per social, video brevi, contenuti interattivi. Ma il nucleo resta lo stesso: una buona immagine racconta una storia e crea connessione emotiva. La tecnica evolve, ma il mestiere della narrazione visiva e la capacità di dirigere un team rimarranno centrali. Vedo inoltre una maggiore attenzione alla sostenibilità e all’autenticità, valori che già guidano molte scelte creative.
 
Ha altri progetti in cantiere?
 
Sì, sto lavorando a due editoriali che esplorano il rapporto tra moda e paesaggio rurale, più una collaborazione con un brand emergente per una campagna che unisce artigianato e techwear. Mi interessa continuare a spingere il confine tra pubblicità e racconto personale.Un consiglio per chi vuole intraprendere la carriera di fotografo di moda?Studiare tecnica e storia della fotografia, ma anche fare tanta pratica sul campo. Costruire relazioni con stylist, modelli e agenzie, imparare a gestire un set. Sviluppare una visione personale: è ciò che distingue un’immagine memorabile da una puramente commerciale. Infine, essere curiosi e pronti a collaborare.
 
C’è qualcosa che vorrebbe aggiungere riguardo il premio o la campagna?

Vorrei ringraziare il team che ha reso possibile entrambi i progetti: la creatività è sempre frutto di una squadra. E sottolineo che riconoscimenti come quello di Miami danno visibilità ma il lavoro quotidiano, fatto di piccoli dettagli, è ciò che davvero costruisce una carriera. 

Pubblicato: 01/07/2026
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