N°13/2010 Registro Stampa Trib.di Roma il 19/01/2010 - Direttore Responsabile: Giulio de Nicolais d'Afflitto.
NUMERO 186° Luglio 2026 Anno XVI°               

Nell'abisso del nulla: viaggio ai confini della conoscenza che parla anche al presente

Nell'abisso del nulla: viaggio ai confini della conoscenza che parla anche al presente

by Giulio de Nicolais d'Afflitto

 
In un'epoca dominata dall'intelligenza artificiale, dalla manipolazione dell'informazione e dalla cosiddetta guerra cognitiva, esistono libri che meritano attenzione non tanto perché offrono risposte definitive, quanto perché costringono il lettore a rimettere in discussione le domande. È il caso di Nell'abisso del nulla. Meccanica quantistica e coscienza, il nuovo saggio di Carlo Roselli.
 
L'opera si muove lungo un territorio di confine dove fisica teorica, cosmologia, filosofia della mente e logica si intrecciano in un percorso intellettuale ambizioso e spesso provocatorio. Roselli parte dai grandi protagonisti della scienza moderna – da Galileo a Einstein, da Planck a Bohr, fino a Penrose – per affrontare una delle questioni più elusive del nostro tempo: quale rapporto esiste tra la materia e la coscienza?
 
L'autore non si limita a ripercorrere il dibattito scientifico, ma propone una propria interpretazione della realtà, fondata sull'idea che la coscienza abbia una natura fisica e che le attuali descrizioni della meccanica quantistica siano incomplete. È una tesi coraggiosa, destinata inevitabilmente a suscitare discussione.
 
Il pregio maggiore del volume non risiede tanto nella condivisione delle sue conclusioni, quanto nella capacità di accompagnare il lettore dentro il laboratorio della ricerca scientifica, mostrando come ogni teoria nasca dal confronto continuo tra osservazione, logica e capacità di immaginare nuovi modelli.
 
La lettura richiede attenzione. Non è un testo divulgativo nel senso più semplice del termine, ma uno studio costruito con rigore argomentativo, ricco di riferimenti storici, filosofici e scientifici che offrono al lettore numerosi livelli di approfondimento.
 
Proprio per questo il libro acquista un valore particolare nell'attuale contesto culturale.
 
La guerra cognitiva non si combatte soltanto attraverso la disinformazione o le campagne di influenza. Si combatte soprattutto sul terreno della capacità critica, della comprensione dei processi cognitivi e della formazione di cittadini in grado di distinguere tra informazione, interpretazione e propaganda. 
Da questo punto di vista Nell'abisso del nulla rappresenta uno stimolo prezioso.
 
Il volume invita infatti a riflettere sui limiti della conoscenza, sul significato delle prove scientifiche, sul rapporto tra metodo sperimentale e costruzione teorica, evitando scorciatoie intellettuali. 
Non tutte le ipotesi avanzate dall'autore incontreranno il consenso della comunità scientifica, ed è naturale che sia così. La storia della scienza procede attraverso il confronto, la verifica e, quando necessario, la confutazione.
 
Ed è proprio questo uno dei messaggi più attuali del libro. 
In un'epoca nella quale l'informazione viene spesso ridotta a slogan, Roselli ricorda che comprendere significa accettare la complessità. 
La lunga riflessione sul nulla, sull'origine dell'universo e sulla natura della coscienza diventa così anche una riflessione sul modo in cui costruiamo il nostro rapporto con la realtà. Il testo assume quindi un interesse che supera l'ambito della fisica teorica.
 
Può essere letto da studiosi di filosofia della scienza, da ricercatori, ma anche da chi si occupa di comunicazione strategica, intelligence culturale e resilienza cognitiva. Perché oggi difendere la libertà di pensiero significa anche allenare la mente ad affrontare problemi complessi senza cedere alle semplificazioni.
 
In questo senso il libro di Carlo Roselli arriva in un momento storico particolarmente significativo. 
Non offre verità confezionate, ma propone un esercizio di pensiero. 
Ed è forse proprio questa la sua qualità più preziosa.
 
In tempi in cui la competizione internazionale passa sempre più attraverso il controllo delle idee, delle percezioni e dei modelli mentali, opere come questa ricordano che la prima forma di difesa cognitiva resta la capacità di interrogarsi criticamente sul mondo e sui fondamenti della conoscenza.

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Pubblicato: 05/07/2026
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