N°13/2010 Registro Stampa Trib.di Roma il 19/01/2010 - Direttore Responsabile: Giulio de Nicolais d'Afflitto.
NUMERO 187° Settembre 2026 Anno XVI°               

Cayetana Alvarez de Toledo: ritrovare ciò che unisce

Cayetana Álvarez de Toledo da Minorca sfida il sanchismo: «La Spagna deve ritrovare ciò che la unisce» 

Cayetana Alvarez de Toledo: ritrovare ciò che unisce

by Giulio de Nicolais d'Afflitto  

Da Minorca arriva una voce netta contro le derive separatiste e il progressivo deterioramento della fiducia nelle istituzioni spagnole. È quella di Cayetana Álvarez de Toledo, deputata del Partito Popolare, che durante la sua visita a Es Mercadal ha tracciato un quadro severo della situazione politica del Paese, indicando allo stesso tempo una possibile strada da seguire: recuperare il valore della Spagna costituzionale, della responsabilità politica e di ciò che unisce i cittadini, anziché continuare ad alimentarne le divisioni.

Cayetana Álvarez de Toledo si è recata sull'isola per partecipare alla terza sessione del ciclo delle Tertuli Estive, promosso dal Consiglio Comunale di Es Mercadal, e nell'occasione ha rilasciato un'intervista al giornale Es Diari Menorca. Numerosi i temi affrontati: dalle possibili alleanze del PP al nazionalismo, dal futuro del governo di Pedro Sánchez alla situazione delle istituzioni, fino ad acqua, abitazioni, immigrazione, istruzione e questione linguistica.

Nessuna alleanza nazionale con nazionalisti e sinistra

Uno dei primi argomenti affrontati ha riguardato le possibili alleanze politiche.

A Cayetana Álvarez de Toledo è stato ricordato che proprio a Es Mercadal il PP governa in coalizione con L'Entesa, formazione nazionalista e di sinistra. Alla domanda se un'intesa simile potesse essere immaginata anche a livello nazionale, la deputata ha escluso questa possibilità.

«Non credo che succederà, non vedo alcuna possibilità che accada a livello nazionale», ha affermato.

Il ragionamento si è quindi spostato sul regionalismo e soprattutto sul separatismo. Cayetana Álvarez de Toledo ha chiarito di considerare problematico anteporre l'identità alla libertà.

Secondo la deputata, quanto avvenuto negli ultimi quarant'anni rappresenterebbe un tradimento della Spagna costituzionale da parte del nazionalismo e di una sinistra che avrebbe progressivamente stretto accordi proprio con le forze nazionaliste.

«Da anni sottolineiamo ciò che ci separa, forse dovremmo promuovere ciò che ci unisce», ha osservato Cayetana Álvarez de Toledo.

Una riflessione che arriva al cuore di uno dei grandi problemi della Spagna contemporanea. Le differenze territoriali, culturali e linguistiche rappresentano una ricchezza quando riescono a convivere all'interno di un progetto comune; rischiano invece di trasformarsi in fattori di instabilità quando vengono utilizzate come strumenti permanenti di contrapposizione politica.

Per Cayetana Álvarez de Toledo, due delle principali crepe del Paese sono il separatismo e il cainismo, quest'ultimo accusato di contribuire a riaprire le profonde fratture lasciate dalla Guerra Civile.

Il duro giudizio sul sanchismo

Il passaggio politicamente più significativo dell'intervento ha riguardato inevitabilmente Pedro Sánchez. Secondo Cayetana Álvarez de Toledo, il presidente avrebbe già dovuto convocare le elezioni generali e sarebbe insolito che non lo abbia ancora fatto. Ma la critica della deputata al cosiddetto “sanchismo” va oltre la gestione dell'economia e delle istituzioni.

«Il danno più profondo del sanchismo non è economico né istituzionale, che è stato molto grave, ma morale», ha sostenuto Cayetana Álvarez de Toledo. Durante la sua partecipazione all'incontro di Es Mercadal, la deputata ha descritto la fase attraversata dalla Spagna come una sorta di “eclissi” morale, democratica e istituzionale, che a suo giudizio sarebbe direttamente collegata all'esperienza politica del governo Sánchez.

È una diagnosi molto dura, ma pone una questione che non può essere ignorata: la fiducia dei cittadini nelle istituzioni costituisce uno degli elementi essenziali per il funzionamento di qualsiasi democrazia. Cayetana Álvarez de Toledo ha spiegato di essere arrivata a Minorca con un messaggio di “speranza” e “responsabilità”. Una delle priorità, a suo giudizio, dovrebbe essere quella di ricostruire il rapporto tra cittadini e politica, facendo in modo che gli spagnoli possano tornare a sentirsi rappresentati e persino orgogliosi di chi li rappresenta.

Ed è proprio questo uno degli aspetti del suo intervento che considero più importanti: alla critica non viene associata la rassegnazione, ma la richiesta di una maggiore responsabilità e partecipazione.

La “dottrina Sánchez” e la responsabilità politica

Particolarmente incisivo è stato il passaggio dedicato alla responsabilità politica. Cayetana Álvarez de Toledo ha ricordato le circostanze nelle quali Sánchez arrivò al potere attraverso la mozione di censura contro Mariano Rajoy.

Secondo la deputata, Sánchez costruì allora la propria posizione anche sul principio secondo cui chi ricopre una responsabilità politica deve rispondere delle persone che sceglie e nomina. Da qui la richiesta di Cayetana Álvarez de Toledo: applicare oggi allo stesso Sánchez la dottrina della responsabilità politica che egli aveva sostenuto nei confronti di Rajoy.

Nel suo intervento la deputata ha richiamato José Luis Ábalos, il Procuratore Generale dello Stato e Santos Cerdán, chiedendosi chi li avesse nominati e sostenendo che la responsabilità politica non possa cambiare a seconda della persona coinvolta. È un principio sul quale è difficile non concordare: le regole della responsabilità pubblica acquistano valore soltanto quando vengono applicate con lo stesso criterio a maggioranza e opposizione.

Se un determinato standard politico era considerato valido ieri, non può cessare di esserlo semplicemente perché sono cambiati i protagonisti. È su questa base che Cayetana Álvarez de Toledo sostiene che Sánchez avrebbe già dovuto lasciare l'incarico.

La difesa della Giustizia

Nel corso del suo intervento Cayetana Álvarez de Toledo ha inoltre criticato gli attacchi rivolti contro giudici e procuratori, ribadendo il ruolo centrale della Giustizia come garanzia dell'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.

Anche questo è un punto essenziale.

Le istituzioni giudiziarie possono essere criticate, come qualsiasi altro potere dello Stato, ma delegittimarle sistematicamente quando le loro decisioni diventano politicamente scomode rischia di compromettere uno dei fondamenti dello Stato di diritto. La separazione dei poteri e l'indipendenza della magistratura non possono essere principi da difendere soltanto quando favoriscono la propria parte politica.

Acqua, abitazioni e immigrazione: i problemi concreti

L'intervista ha affrontato anche questioni direttamente legate alla realtà di Minorca. Una delle più importanti è la scarsità d'acqua.

Cayetana Álvarez de Toledo ha sostenuto la necessità di una vera politica idraulica nazionale e di priorità chiare stabilite dal governo centrale.

Accanto all'acqua, la deputata ha indicato abitazioni e immigrazione tra le grandi questioni che dovrebbero essere collocate al centro dell'agenda politica. Cayetana Álvarez de Toledo ha inoltre criticato l'assenza di nuovi Bilanci Generali dello Stato, sottolineando la necessità di recuperare una capacità di accordo politico sulle questioni che incidono direttamente sulla vita quotidiana delle persone.

Ed è forse proprio questo ciò che oggi molti cittadini chiedono alla politica: meno scontri permanenti e maggiore capacità di trovare soluzioni concrete.

Una “rivoluzione” nell'istruzione

Molto chiara anche la posizione di Cayetana Álvarez de Toledo sull'istruzione. La deputata ha auspicato una vera e propria “rivoluzione” educativa, fondata sul merito, sull'eccellenza e sull'impegno. Secondo Cayetana Álvarez de Toledo, gli studenti devono ricevere gli strumenti necessari per confrontarsi con un mondo sempre più competitivo ed esigente.

Ma c'è un altro elemento particolarmente interessante nella sua riflessione: l'importanza di un'educazione fondata sui fatti oggettivi e sulla capacità di distinguere tra verità e opinione. In una società nella quale social network, informazione e propaganda tendono sempre più spesso a confondersi, insegnare alle nuove generazioni a distinguere un fatto da un'opinione rappresenta una necessità che va ben oltre gli schieramenti politici.

Significa fornire ai giovani gli strumenti per diventare cittadini realmente liberi.

Lo spagnolo come lingua comune

Anche la questione linguistica ha occupato una parte importante della conversazione.

Cayetana Álvarez de Toledo ha difeso la presenza delle diverse lingue esistenti in Spagna, rivendicando allo stesso tempo il ruolo dello spagnolo come lingua comune, capace di consentire la comunicazione tra cittadini appartenenti a territori differenti.

La sua posizione non nega dunque la diversità linguistica e culturale del Paese.

Al contrario, Cayetana Álvarez de Toledo inserisce questa pluralità all'interno del quadro rappresentato dalla Costituzione spagnola, che dovrebbe garantire la convivenza tra cittadini diversi ma allo stesso tempo liberi e uguali davanti alla legge. La deputata respinge inoltre la rappresentazione secondo cui la Spagna sarebbe stata storicamente e strutturalmente oppressiva nei confronti delle proprie diversità regionali.

È una posizione che riporta ancora una volta al concetto centrale del suo intervento: valorizzare ciò che tiene insieme gli Spagnoli.

La Spagna deve ritrovare ciò che la unisce

Al di là delle appartenenze politiche, l'intervento di Cayetana Álvarez de Toledo a Minorca pone questioni che meritano di essere ascoltate.

La responsabilità di chi governa, l'uguaglianza davanti alla legge, l'indipendenza della Giustizia, la difesa dell'ordine costituzionale e il rifiuto di trasformare le differenze territoriali in una continua battaglia identitaria sono temi che riguardano direttamente la qualità di una democrazia.

Su questo punto condivido il messaggio lanciato da Cayetana Álvarez de Toledo: la Spagna ha bisogno di recuperare ciò che la unisce.

Dopo anni nei quali la contrapposizione sembra essere diventata quasi una condizione permanente della politica spagnola, continuare ad approfondire le fratture non può rappresentare una soluzione.

Occorre invece recuperare una cultura della responsabilità nella quale le regole valgano per tutti, indipendentemente da chi si trovi al governo. Cayetana Álvarez de Toledo sostiene che nella società spagnola esistano ancora gli “anticorpi” necessari per difendere l'ordine costituzionale e democratico.

È questo forse il messaggio politico più importante emerso da Minorca: non arrendersi alla sfiducia.

La risposta all'“eclissi” descritta dalla deputata non può essere il disinteresse dei cittadini. Deve essere, al contrario, una partecipazione più consapevole e una richiesta più forte di responsabilità a chi esercita il potere. Perché criticare un governo appartiene alla normale dialettica politica. Difendere istituzioni credibili, regole uguali per tutti, una Giustizia indipendente e la possibilità di una reale alternanza significa invece proteggere qualcosa che viene prima dei partiti: la democrazia stessa.

Minorca oltre la politica

La visita si è conclusa infine con una nota decisamente più personale.

Parlando dell'eclissi solare, diventata uno dei temi di maggiore interesse anche a Minorca, Cayetana Álvarez de Toledo ha raccontato di voler assistere al fenomeno insieme agli amici presenti sull'isola. La deputata non ha inoltre nascosto il proprio apprezzamento per Minorca, ricordando in particolare il suo paesaggio, il Mediterraneo, le ensaimadas e i caratteristici cavalli dell'isola.

Un finale più leggero dopo un intervento politico dai toni decisamente forti.

E forse proprio l'immagine dell'eclissi scelta da Cayetana Álvarez de Toledo sintetizza bene il senso del suo messaggio: anche quando la luce sembra scomparire, non significa che sia stata cancellata. Può tornare. Ma in politica, perché torni, servono cittadini disposti a difenderla. 

Pubblicato: 21/08/2026
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