N°13/2010 Registro Stampa Trib.di Roma il 19/01/2010 - Direttore Responsabile: Giulio de Nicolais d'Afflitto.
NUMERO 188° Ottobre 2026 Anno XVI°               

La Russia intenderebbe eliminare i dirigenti della Difesa europea

La Russia intenderebbe eliminare i dirigenti della Difesa europea

by Giulio de Nicolais d'Afflitto 

La Russia starebbe ampliando le proprie operazioni clandestine in Europa, arrivando a prendere in considerazione attentati e omicidi mirati contro i principali responsabili dell’industria europea della difesa. È quanto emerge da un’inchiesta del Financial Times, che ha raccolto le testimonianze di cinque funzionari appartenenti a diverse agenzie di intelligence occidentali. Secondo le informazioni riferite al quotidiano britannico, i servizi di sicurezza avrebbero sollecitato le aziende del comparto militare a rafforzare sensibilmente le misure di protezione dei propri dirigenti, considerati potenziali bersagli delle operazioni russe.

In un contesto caratterizzato dal sostanziale stallo delle operazioni militari sul territorio ucraino e dalle crescenti difficoltà dell’economia russa, il Cremlino avrebbe disposto un'intensificazione delle attività di guerra ibrida e sabotaggio nei Paesi europei. L’obiettivo sarebbe quello di compromettere la capacità industriale e militare degli Stati che sostengono Kiev, alimentando contemporaneamente un clima di insicurezza e intimidazione destinato a indebolire, nei prossimi mesi, la continuità degli aiuti occidentali all’Ucraina.

Secondo le valutazioni dei servizi di intelligence europei riportate dal Financial Times, gli attentati contro obiettivi civili rappresenterebbero una componente sempre più significativa della strategia attribuita a Mosca. Le possibili azioni ostili non riguarderebbero esclusivamente i vertici delle grandi industrie degli armamenti, ma potrebbero coinvolgere anche i responsabili di imprese di dimensioni più contenute, soprattutto quelle specializzate nella fabbricazione di droni e nella produzione delle componenti tecnologiche necessarie al loro funzionamento. Si tratterebbe, dunque, di una minaccia estesa all’intera filiera industriale che contribuisce al sostegno militare dell’Ucraina.

«Il livello di minaccia in Europa è aumentato. Non solo per le strutture, ma anche per le persone», ha dichiarato un alto funzionario dell’intelligence europea, sottolineando come il rischio non riguardi più soltanto infrastrutture, stabilimenti produttivi e installazioni strategiche, ma anche l’incolumità personale di quanti ricoprono incarichi di responsabilità nel settore della difesa. In Germania, l’Ufficio federale per la protezione della Costituzione (BfV), responsabile dell’intelligence interna, avrebbe intensificato i rapporti con dipendenti e dirigenti delle aziende militari, raccomandando l’adozione di misure straordinarie di sicurezza, compreso il ricorso a servizi privati di protezione ravvicinata.

A delineare ulteriormente la gravità dello scenario è stato Sinan Selen, responsabile del BfV, che, intervenendo davanti ai parlamentari tedeschi, ha denunciato il rischio di azioni violente pianificate deliberatamente dalla Russia contro singoli individui, attraverso l'impiego di apparati statali oppure di soggetti sottoposti al controllo delle autorità russe. Selen ha inoltre richiamato l’attenzione sull’evoluzione delle modalità operative, sulla diversificazione degli obiettivi e sul possibile coinvolgimento di organizzazioni criminali, che potrebbero essere utilizzate per eseguire operazioni clandestine e rendere più difficile l’individuazione dei mandanti.

Le preoccupazioni espresse dalle agenzie di intelligence avrebbero già prodotto conseguenze concrete all’interno dell’industria europea degli armamenti. Diversi dirigenti, intervistati dal Financial Times a condizione di anonimato, hanno confermato di aver rafforzato negli ultimi sei mesi i propri dispositivi di sicurezza personale, seguendo precise indicazioni ricevute dalle autorità governative. Altri responsabili aziendali hanno invece dichiarato di ricorrere a misure di protezione supplementari soprattutto durante gli spostamenti internazionali, ritenuti particolarmente delicati per la possibilità di essere esposti ad attività di sorveglianza, intimidazione o aggressione.

Il quadro descritto dalle fonti occidentali evidenzia una possibile escalation della guerra ibrida attribuita alla Russia, nella quale il confronto con l’Europa non si limiterebbe più alle operazioni informatiche, alla disinformazione e al sabotaggio delle infrastrutture, ma potrebbe estendersi ad attacchi diretti contro le persone coinvolte nella produzione e nella fornitura di armamenti all’Ucraina. Una prospettiva che, qualora confermata, rappresenterebbe un ulteriore aggravamento della minaccia alla sicurezza interna degli Stati europei e imporrebbe una risposta coordinata dei rispettivi apparati di intelligence e delle autorità di protezione nazionale. 

Pubblicato: 11/10/2026
Share:


Ultime interviste