N°13/2010 Registro Stampa Trib.di Roma il 19/01/2010 - Direttore Responsabile: Giulio de Nicolais d'Afflitto.
NUMERO 188° Ottobre 2026 Anno XVI°               

L’addio a Enrica Bonaccorti

 

L’addio a Enrica Bonaccorti
Foto e servizi di Renata Marzeda
 
Roma ha dato l’addio a Enrica Bonaccorti con una partecipazione intensa e affettuosa, riunendosi nella Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo il 14 marzo 2026, due giorni dopo la sua morte avvenuta a 76 anni per un tumore al pancreas. La città, insieme al mondo dello spettacolo, ha voluto rendere omaggio a una figura che per decenni ha rappresentato una presenza costante e riconoscibile nella televisione italiana.
 
La cerimonia funebre si è svolta in un clima sobrio ma carico di emozione. Accanto al feretro, invece dei tradizionali fiori recisi, spiccavano piante di limoni, una scelta che Bonaccorti aveva espresso chiaramente e che ha conferito al rito un tono personale e simbolico. Anche la musica ha avuto un ruolo centrale: l’ingresso è stato accompagnato da La lontananza, brano che lei stessa aveva scritto per Domenico Modugno, mentre l’uscita dalla chiesa è avvenuta sulle note de Il cielo di Renato Zero, artista con cui aveva condiviso un legame profondo.
 
Molti volti noti erano presenti tra i banchi: Mara Venier, Alberto Matano, Giancarlo Magalli, Guillermo Mariotto e numerosi altri colleghi e amici. L’assenza di Renato Zero, pur molto vicina a lei, è stata notata da molti, ma il cantante ha fatto arrivare una lettera molto personale, letta durante la funzione, che ha commosso i presenti per la sua sincerità e delicatezza.
 
Tra i ricordi più toccanti emersi prima e dopo il rito, quello di Valeria Fabrizi ha colpito per la sua semplicità: ha raccontato gli inizi condivisi, quando entrambe vivevano con poco e dividevano pasti frugali, sottolineando quanto la perdita di Bonaccorti sia per lei un dolore autentico. La figlia Verdiana ha ringraziato i presenti ricordando quanto la madre avesse percepito l’affetto del pubblico anche nei momenti più difficili della malattia. Accanto a lei, fino all’ultimo, lo storico agente Andrea Quattrini, che aveva annunciato la scomparsa e parlato della forza con cui Enrica aveva affrontato la diagnosi.
 
La malattia era stata resa pubblica da Bonaccorti nel settembre 2025, quando aveva raccontato sui social la fatica dell’isolamento e la difficoltà di condividere la sofferenza con chi le era vicino. Quel gesto aveva mostrato ancora una volta la sua capacità di comunicare con sincerità, senza artifici.
 
Il funerale è diventato così non solo un momento di commiato, ma anche un riconoscimento collettivo della sua eredità artistica: autrice, conduttrice, attrice, voce radiofonica, Bonaccorti ha attraversato generazioni e linguaggi con uno stile personale, elegante e mai superficiale. La Rai l’ha ricordata sottolineando la sua professionalità e la sua grazia, qualità che hanno accompagnato tutta la sua carriera.
 
Quando il feretro è uscito dalla chiesa, un lungo applauso ha riempito la piazza. Dalla folla si è levato un saluto semplice e spontaneo: "Ciao Enrica, ti vogliamo bene". Un congedo che ha restituito, forse più di ogni discorso, il rapporto autentico che aveva saputo costruire con il suo pubblico.
 
 

 

Pubblicato: 15/03/2026
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