N°13/2010 Registro Stampa Trib.di Roma il 19/01/2010 - Direttore Responsabile: Giulio de Nicolais d'Afflitto.
NUMERO 188° Ottobre 2026 Anno XVI°               

Gaia Zucchi tra i protagonisti del Premio Internazionale San Giovanni Paolo II – Gran Galà per la Pace

Gaia Zucchi tra i protagonisti del Premio Internazionale San Giovanni Paolo II – Gran Galà per la Pace

by Paola Caputo 

L’attrice, autrice, scrittrice e sceneggiatrice ha ricevuto il riconoscimento simbolico di Ambasciatrice di Pace nell’ambito della VI edizione della manifestazione, che si è svolta il 16 settembre a Roma.

Un nuovo importante riconoscimento è stato conferito a Gaia Zucchi, attrice, autrice, scrittrice e sceneggiatrice, che è stata tra i protagonisti della VI edizione del Premio Internazionale San Giovanni Paolo II – Gran Galà per la Pace, svoltasi mercoledì 16 settembre 2026, a partire dalle ore 19.00, presso il Grandangolo di Roma, in Viale del Foro Italico 501.

A Gaia Zucchi è stato conferito il titolo simbolico di Ambasciatrice di Pace, un riconoscimento che ha inteso valorizzare soprattutto il suo forte impegno nel sociale, nella cultura e nella difesa dei diritti umani. Presidente dell’associazione Polissena C’è – Mai più Dimenticate, Zucchi porta avanti un’attività rivolta in particolare alle persone più fragili, agli ultimi e a quanti rischiano di rimanere ai margini della società. L’associazione, fondata insieme a Daniela Rinaldini e Vincenzo Esposito, promuove iniziative contro ogni forma di violenza, sostenendo inclusione, ascolto, dignità e tutela dei diritti.

«La pace è un concetto molto più profondo di quanto si possa pensare», aveva dichiarato alla stampa Gaia Zucchi alla vigilia della manifestazione, esprimendo la propria emozione e il proprio orgoglio per un’iniziativa che sentiva particolarmente vicina al proprio percorso umano e professionale.

«Nel mio mestiere di attrice ciò che conta davvero è riuscire a portare messaggi importanti, a dare voce a chi non ne ha e a utilizzare la propria presenza per lasciare qualcosa di duraturo», aveva sottolineato. «Sono presidente dell’associazione Polissena C’è, contro ogni forma di violenza, con il desiderio di dare voce a tutte quelle persone che troppo spesso non vengono ascoltate. Quello che sta accadendo nel mondo, e in particolare tutte le donne di cui apprendiamo il femminicidio dai telegiornali, mi lascia attonita. Necessario sempre più parlarne, e cercare concretamente di fare qualcosa», aveva concluso.

Il Premio Internazionale San Giovanni Paolo II – Gran Galà per la Pace, promosso e curato da Nino Capobianco, è nato con l’obiettivo di rendere omaggio a personalità, istituzioni e realtà distintesi nella diffusione dei valori della pace, della cultura, della salute, della solidarietà e dei diritti umani, nel solco della testimonianza e del magistero di Papa Wojtyła.

Particolare significato ha assunto l’edizione 2026, che ha posto al centro il messaggio di pace e fratellanza attraverso il richiamo a San Giovanni Paolo II e San Francesco d’Assisi. La manifestazione si è inserita inoltre nell’anno dedicato all’800° anniversario della morte di San Francesco d’Assisi (1226-2026).

Tra i simboli della serata ha figurato anche la Fiaccola della Pace, insieme alle iniziative collegate al progetto sociale A.MA.MI., impegnato nella sensibilizzazione e nella lotta contro ogni forma di violenza. La Fiaccola, nata nel segno della memoria di Karol Wojtyła, è stata concepita come un messaggio itinerante di pace, destinato a raggiungere luoghi e comunità disponibili a raccoglierne e diffonderne il significato.

La manifestazione ha goduto inoltre del patrocinio e della presenza dei relativi simboli istituzionali e associativi riportati nella comunicazione ufficiale, tra cui il logo del Giubileo e Assisi Pax International.

Per Gaia Zucchi, dunque, il titolo di Ambasciatrice di Pace ha segnato una nuova e significativa tappa di un percorso poliedrico che intreccia cinema, teatro, scrittura, cultura e impegno civile. Un riconoscimento che ha assunto un valore ulteriore perché ha legato la sua attività artistica a una responsabilità collettiva: contribuire, attraverso la cultura e l’esempio personale, alla costruzione di una società fondata sul dialogo, sulla solidarietà e sulla pace.

Pubblicato: 01/10/2026
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