N°13/2010 Registro Stampa Trib.di Roma il 19/01/2010 - Direttore Responsabile: Giulio de Nicolais d'Afflitto.
NUMERO 189° Novembre 2026 Anno XVI°               

Intervista a Adriana Jleana Badescu, pittrice

Intervista a Adriana Jleana Badescu, pittrice
by Liliya Bilyk
 
Ho incontrato Adriana Jleana Badescu, artista qui a Roma, per l'inaugurazione della sua più recente mostra pittorica "Sadness",  ospitata da Medina Art Gallery, in Via Merulana 220,   30 ottobre – 5 novembre 2026, nel Rione Monti, Colle Oppio, a due passi dal Colosseo, in quello che viene definito ormai il rione dei Maestri dell'immagine, famosi autori e registi del grande schermo come Mario Monicelli, Lina Wertmüller, Pier Paolo Pasolini, Mimmo Calopresti e del teatro contemporaneo come Giulio de Nicolais d'Afflitto codificatore del Nuovo Verismo Italiano, quindi grandi pittori dal Caravaggio, il quale abitò qui nel rione Monti, ad Ettore Roesler Franz, il quale di Monti ha dipinto gli scorci nei suoi famosi acquarelli.
 
Attraverso un tocco capace di catturare l’invisibile, Adriana Ileana Bădescu esplora la sfera dell’emotività umana in tutta la sua più sviscerata vulnerabilità, e vi riesce con estrema finezza ed è stata proprio Adriana Jleana a parlarcene in questa intervista.
 
Adriana Jleana, chi sei?
Una donna Cancro e sono pittrice, abito in due paesi, a Roma e Bucarest. Ho iniziato come quasi tutti i pittori - con l'olio su tela, nature morte, fiori, paesaggi, volti di donne. È stata la scuola della pazienza, dello sguardo.
Poi ho sentito il bisogno di uscire dalla cornice. Ho sperimentato la tempera, l'acrilico, la Pouring Art, tutto ciò che mi capitava tra le mani. Ed è lì che è successo qualcosa: ho iniziato a fondere il figurativo con l'astratto.
Oggi il mio lavoro si muove tra Simbolismo e Surrealismo. Parto da una figura, da un volto, da un fiore che conosco, ma lo lascio disfare, diventare stato d'animo, simbolo, sogno. Se all'inizio dipingevo ciò che vedevo, ora dipingo ciò che sento su ciò che vedo. Per me, questo significa adattarsi al contemporaneo - non dipingere più il soggetto, ma la sua storia.
 
Quando hai cominciato a dipingere?
Ho cominciato a dipingere a 12 anni. Poi mi sono laureata in Belle Arti alla National University of Bucharest (UNArte).
 
Quali sono stati i tuoi maestri o comunque c'è qualcuno o un movimento al quale ti sei ispirata?
Ammiro molto Salvator Dali’ e Egon Schiele.
 
Il tuo libro preferito.
E’ Anna Karenina di Lev Tolstoy, perchè mi fa ricordare la mia storia.
 
Il tuo abito preferito.
I miei abiti preferiti sono con tanti colori, paillettes e disegni, un po’ Pop.
 
Il tuo sogno di donna.
E’ sempre stato di trovare il vero amore, e l’ho trovato: è mio marito. Siamo insieme da 24 anni, un vero Guinness Record per noi!
 
Che cosa racconta la tua pittura?
Racconta emozioni, il mio passato, il presente con tutte le sue problematiche.
 
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Approfondimenti sulla mostra "Sadness" .
Bădescu, dunque, offre una visione valorizzata non soltanto dall’esperienza, ma anche da una ricca conoscenza del mezzo pittorico; basti pensare allo studio condotto sulla pittura cinese a Shanghai, della cui influenza si possono scorgere tracce.
 
All’interno del percorso espositivo, il linguaggio visivo dell’artista guida il pubblico a comprenderne la versatilità. Nelle opere distintive dal titolo “On The Sofa” e “I am Medusa”, tale linguaggio si esprime nella fitta tessitura di punti e cerchi cromatici sovrapposti. Qui, figura e spazio non sono limitati da contorni netti, ma resi definiti nella loro indeterminatezza. Questo approccio puntinista, o ancor più precisamente molecolare, trasforma la tela in materia vibrazionale, ove i cerchi sembrano rappresentare le cellule della coscienza stessa, diretto collegamento a un'identità non monolitica, ma stratificata, costantemente soggetta a dissoluzione e ricomposizione.
 
La produzione di Bădescu si estende alla ritrattistica d’impianto classico e non, ma sempre sottratta alla realtà fuorviante. Volti di donna restano immersi in composizioni cromatiche eterogenee che sembrano dialogare con il soggetto, esponendo lati di loro nascosti. Dalla nube di colori rarefatti in cui il soggetto delicato di “Vivien” prende forma, l’artista passa, in altri lavori, a un’esplorazione dal valore fortemente tattile, che mette in atto tramite pennellate dense di colore, e a giochi cromatici che, in modi diversi e mirati, danno vita al soggetto femminile.
 
L’indagine espressiva dell’artista si espande verso il surrealismo. La tela si fa allegorica e visionaria: emblematica quella ambientata sul litorale, una potente metafora surreale che contrappone la solitudine dell’individuo al peso mostruoso e snaturato della civiltà urbana da cui egli si è inesorabilmente disconnesso. Ad attenuare la tensione, tuttavia, non mancano i riferimenti alla cultura pop. In una scena d’interno, Bădescu accosta una figura vestita di un solo colore, il viola, adagiata accanto a un dalmata e una fastosa figura femminile che insieme compongono una narrazione visiva dalle sfumature psicologiche. Ancora una volta, non si esclude una lettura che scomodi la mente, che spinga il pubblico a interrogarsi sul confronto tra dominazione e vulnerabilità, sulla maschera sociale e sulla ricerca di un contatto.
 
In ultima analisi, questa articolata selezione di opere d’arte restituisce al pubblico il ritratto di un’artista capace di muoversi con padronanza tra la sintesi sferica e la potenza tattile e figurativa della pittura, offrendo una profonda e sfaccettata riflessione sull’esperienza umana. (a cura di Antonella Panico)

 

Pubblicato: 01/11/2026
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