N°13/2010 Registro Stampa Trib.di Roma il 19/01/2010 - Direttore Responsabile: Giulio de Nicolais d'Afflitto.
NUMERO 183° Aprile 2026 Anno XVI°               

Cayetana Alvarez de Toledo: la Spagna ha deragliato

 SONO VENUTA A FARE POLITICA - Foro Sargadelos, 23.1.26

 

Cayetana Alvarez de Toledo: la Spagna ha deragliato

 

"...Dalla transizione fino a circa il 2004 il Paese era ben incamminato, con i suoi difetti, con le sue grandi sfide, però sui binari; nel 2004, con l’arrivo di Zapatero al potere le cose cominciano a traballare, e con Sanchez si è usciti dal cammino. Perchè il Sanchismo non è solo una forma di fare politica, ma è un progetto personale e di parte a lungo termine che passa attraverso la liquidazione dell’alternanza democratica. E’ un progetto patrimonialista del potere; e con questo obiettivo, per mantenere il potere, sono stati cancellati i grandi consensi nazionali, che permettevano, tra le altre cose, di approvare le grandi riforme di cui ha bisogno il nostro Paese urgentemente. Invece di grandi riforme nell’interesse nazionale e di tutti, si fanno accordi puntuali frutto del ricatto di coloro che non hanno interesse per il Paese e lavorano solo per distruggerlo. 

Il risultato è un Paese bloccato, sempre più decadente, vacillante, degradato e marginale.

Lo stesso concetto di servizio pubblico è incompatibile con il Sachismo, che colloca lo Stato al servizio individuale di un solo uomo. Insisto nel dire che la Spagna non ha un Governo nel senso stretto, con il desiderio di approvare preventivi che sono imprescindibili per fare investimenti, per stabilire le priorità, per far camminare dritto un paese. Noi andiamo avanti con i preventivi della legislatura passata; quando terminerà, avremo avuto una legislatura intera con preventivi della precedente. Quindi Sanchez non presiede un Governo propriamente, ma un processo mutante dalla democrazia piena alla democrazia morta, con una differenza rispetto a fenomeni simili in altre parti del mondo: in Spagna questo processo danneggia l'unità territoriale del paese, perchè i soci sono quelli che lavorano per distruggere il Paese, e la vita materiale degli spagnoli nel loro benessere, nella sicurezza, nelle opportunità e nel loro futuro. 

Questo processo è iniziato molto tempo fa con Zapatero, ha avuto passaggi importanti nella passata legislatura, ma il momento culminante e decisivo è adesso. Non mi soffermo molto però questi sono i punti essenziali di questa legislatura:

  1. La legge di amnistia, è stato comprato il potere in cambio dell’impunità concesso a chi ha partecipato al golpe di stato in Spagna. Questa è una transazione che non ha nessun precedente in nessuna democrazia del mondo. Sicuramente ci sono amnistie, politiche e fiscali, però una transazione corrotta di politici che cancellano i delitti di altri politici in cambio del potere non c’è mai stata in nessuna parte del mondo. Pochi giorni fa ho visto il film “Icaro” che ha generato una grande polemica in Catalogna e che riporta le testimonianze dei poliziotti della UIP, molti di Vigo, che parteciparono alla difesa di Barcellona e della nostra libertà contro la violenza scatenata dalla sentenza del processo. Io ero candidata e l’ho vissuto in prima linea e non lo dimenticherò mai. Quando sono stata a visitare Ivan, un poliziotto di Vigo al quale fu fratturata la testa e feriti i polmoni nelle manifestazioni. Gli chiesi che potevamo fare per lui, e lui chiese il solo riconoscimento per i suoi compagni. Non è che il Governo non le abbia dato il riconoscimento, però ha tradito lui, i suoi compagni e tutti gli spagnoli e lo Stato oggi è disarmato di fronte a coloro che hanno cercato di distruggerlo nel 2017.

  2. La lettera di cittadinanza, nell’aprile 2024 Sanchez annuncia una offensiva per demolire i contrappesi democratici che sono 3: il pluralismo informativo, la giustizia indipendente e la opposizione parlamentare. Per il pluralismo mediatico, la mattina della Dana, con i nostri compatrioti che ancora combattevano per la vita, assaltarono il Consiglio della Radio Televisione spagnola nel Congresso dei Deputati e adesso ci mettono a tacere. Tutto questo per convertire la televisione spagnola in quello che è oggi, peggiore della peggiore TV3 dell’epoca più dura del processo, una macchina settaria di delegittimazione dell’alternativa all’opposizione inzeppata no di militanti di sinistra, ma di miliziani socialisti sancisti che perdono la propria dignità professionale per difendere una causa, una persona, una camicia. Riguardo al Parlamento, non tanto il disprezzo verso la opposizione come fascista, quanto il disprezzo verso la legge e il regolamento; praticamente ogni settimana nel Congresso la Presidenza del Congresso e la sua maggioranza prevaricano impunemente. Sulla giustizia, dalle prime accuse che lanciavano i soci del governo e Bolaño alle accuse dell’intero governo ai giudici per esercitare i propri doveri di applicare la legge. Sicuramente alcuni di questi attacchi sono di Oscar Puente; dietro c’è Bolaño però  Oscar Puente è quello in prima linea per delegittimare il Tribunale Supremo. Quindi questa è stata la strategia, annientare i contrappesi, ma questi resistono. La domanda è “che succederà ora?”. Molta gente chiede quando se ne andrà Sanchez, quando lo cacceremo, e io rispondo che ci sono solo tre modi affinché se ne vada: il primo è che lo cacci il suo partito, ma io la via interna del PSOE non la vedo; il secondo è la mozione di censura, ma perchè lo farebbero i soci? Quanto più è debole Sanchez, meglio è per loro, perchè è piu sensibile ai loro ricatti. Lo prova il sistema di finanziamento autonomo. La terza strada sarebbero le elezioni, ma Sanchez non ha motivo di convocare le elezioni. Io credo che le cose peggioreranno ancora prima di migliorare. Io credo che il Presidente ha 3 strategie ora: la prima è provare a delegittimare totalmente il Tribunale Supremo, utilizzando anche il Tribunale Costituzionale convertito in una camera di seconda lettura al fine di emendare a tutto quello che dice il Tribunale Supremo. Quella del Tribunale Costituzionale è stata la colonizzazione più dannosa. La seconda strategia di Sanchez, sapendo che PSOE perderà, consiste nell’impedire che vinca il PP, cioè vuole gonfiare Vox per frenare il PP. Sanchez vorrebbe essere il capo della campagna di Avascal. E la terza strategia sarebbe convertire la sua crisi di corruzione personale, familiare e di partito in una crisi costituzionale, quindi fare un plebiscito sulle prossime elezioni affinché non cambi il governo ma il Regime e gli spagnoli non vadano a eleggere un governo di sinistra o di destra, ma eleggano tra la monarchia parlamentare del 78 e una luminosa repubblica plurinazionale di diritti infiniti e destre inesistenti. Quindi la massima polarizzazione possibile, terminare con la Spagna del 78 che è la costituzione, la pace civile spagnola. Il Governo debilita lo Stato coscientemente e deliberatamente, tutte le sue istituzioni, degrada la democrazia e divide la nazione. E in questo contesto ci sono molti cittadini di buona fede che sono tentati di accettarlo, di dire facciamola finita, la Spagna è uno stato morto, la democrazia non funziona, che venga un chirurgo di ferro con pieni poteri perchè sono tutti colpevoli dal Re in giù. Questo è un gravissimo errore, stanno organizzando delle manifestazioni per questo. Quindi attenzione a sporcare la Spagna costituzionale con l’acqua sudicia del Sanchismo. Il sistema non ha colpe, è riformabile e migliorabile, la colpa è del partito socialista e del suo Presidente. E noi del partito abbiamo una responsabilità storica: dire la verità, parlare con chiarezza, non aver paura, ammettere gli errori che abbiamo commesso pecche siamo umani, però soprattutto essere leader di una ricostituzione senza paura e complessi. Cioè dobbiamo frenare e invertire questo processo e iniziare una ricostruzione totale sotto 3 epigrafi: stato, democrazia, nazione. Per cominciare dobbiamo fare un audit/revisione  totale dello Stato, per sapere dove sono andati a finire i soldi dei cittadini e come sta funzionando lo stato spagnolo e riformare con coraggio e vigore . Vogliamo uno stato forte ma al tempo stesso leggero, che promuova le attività dei cittadini, no che li intorpidisca e schiacci. E vogliamo anche uno stato capace di rendere effettivi i suoi poteri, perchè c’è un gran paradosso: la sinistra che teoricamente difende lo stato di questo statista sta minando la propria presenza dello Stato su tutto il territorio nazionale e la sua capacità di assicurare l’uguaglianza materiale dei cittadini; biondi è uno Stato enorme, parassitario nelle cose e al tempo stesso inerme, flaccido e indifeso. Per esempio lo Stato non è presente in Catalogna, si è ritirato progressivamente. Necessitiamo uno Stato efficace con frontiere che funzionano, leggi che si applicano, che si riarmi di fronte a quello che Sanchez ha disarmato per esigenza dei suoi soci: delitti di sedizione, malversazione referendum illegali, la presenza di giudici, poliziotti e guardie civili su tutto il territorio nazionale. Quindi un'enorme compito di ricostruzione dello Stato come presenza però allo stesso tempo di alleggerimento . Nel capitolo della democrazia abbiamo un compito erculeo: per cominciare derogare tutte le leggi ideologicamente divisive e umilianti. La legge della memoria democratica sic negoziata con Bildu contro la transizione. Ci sono anche tante leggi non necessarie e fatte male. Decolonizziamo tutte le istituzioni e organismi pubblici e blindiamo con legge la neutralità netta di questi organismi e istituzioni; persone elette per proprio merito, capacità, indipendenti e di prestigio. Rafforziamo i contrappesi democratici, i mezzi di comunicazione, la Radio e Televisione spagnola. I giudici devono eleggere i giudici come reclama l’Europa da molto tempo; Bolaño fa resistenza però questo è il cammino: i giudici devono eleggano i giudici e i politici smettano di manipolare la giustizia, e che la magistratura sia realmente autonoma. Nel Parlamento bisogna ristabilire il principio della rendicontazione dei conti, bisogna smettere di governare con il decreto legge come si fa oggi e smetterla pure con i ricatti della minoranza. Dobbiamo dare dignità alla politica, ristabilire moralità e meritocrazia contro la corruzione e la mediocrità che congiuntamente si alimentano. La mediocrità di credere che per rimanere in politica bisogna accettare tutto. Questo significa apportare una rivoluzione generale nell’educazione; la sinistra propone un’apocalisse cognitiva, pensando che più stupida è la gente più gli dà il voto; bisogna rivalutare lo sforzo, il merito, la responsabilità, la eccellenza, il coraggio, l'assunzione del rischio. Ciò che ti permette di avanzare nella vita sono i libri, la conoscenza, gli sforzi, non le scorciatoie. Quindi bisogna forgiare i cittadini, che siano svegli e con spirito critico, capaci di distinguere tra il vero e il falso. Ristabilire anche il valore della verità nella vita pubblica, cioè politici che dicono la verità sia in pubblico che in privato: la verità è un bene necessario come la elettricità, senza verità oggettiva non c’è conversazione pubblica e senza conversazione pubblica non c'è democrazia, solamente versioni viscerali in lotta; quando i fatti si convertono in opinioni e le opinioni si convertono in fatti non possiamo discutere, sono le vostre sensazioni  e le mie…come potremmo metterci d'accordo se non accettiamo che qui ci sono una bottiglia e un bicchiere ….se la vostra sensazione è che ci sono 3 bottiglie e io penso che sono 2 come possiamo metterci d’accordo. Non potremmo neanche divergere se non ristabiliamo il valore della verità nella vita pubblica. Questo richiede investire nella verità e quindi giornalisti e stampa di qualità. Bisogna anche recuperare il coraggio di dire la verità ai cittadini, cosa molto difficile nella politica, per esempio sulla difesa, sulle pensioni, sulle sfide dell’immigrazione. Bisogna trattare i cittadini come adulti, esattamente quello che sono. E in ultimo la nazione: sono quasi 50 anni che potenziamo e finanziamo ciò che distingue e separa gli spagnoli gli uni dagli altri; un murciano non ha niente a che vedere con un catalano, un basco e un andaluso ugualmente…. Tutto questo è stimolato, si incentiva la differenza. Chissà sia il momento di cominciare a dar valore e rinforzare ciò che ci unisce. Anche questo ha un valore morale; è molto facile vedere ciò che ci distingue come esseri umani, il colore della pelle, la razza, la religione, il sesso, ma ha molto più valore provare a vedere ciò che ci avvicina, che abbiamo in comune. Io eliminerei questi auricolari che si mettono nel Congresso per parlare tra di loro nelle tribune per poi parlare in spagnolo quando scendono al bar. Bisogna restituire valore alla storia comune della Spagna che come molte altre ha punti oscuri e drammatici, come guerre civili e dittature, ma ha anche parti profondamente luminose. La hispanidad è una grande opera di civilizzazione anche con difetti, però fatta di cattedrali, di città, di biblioteche, di incontri e comunicazione. E soprattutto dobbiamo recuperare la buona volontà, come quella che ci fu nell’epoca della transizione, soprattutto verso gli altri. E devo dire che il peggio che hanno portato Zapatero e Sanchez alla nostra storia politica è il cinismo. Lo ha detto Lincoln: una casa divisa non può stare in piedi, e questo è esattamente quello che ci sta succedendo. E qui un messaggio di speranza: io credo profondamente che in Spagna non ci sia una polarizzazione della società, c’è una divisione indotta, un impegno a impoverire il suolo morale  dei valori che condividiamo; tuttavia questo suolo continua a essere compatto. Lo ho detto a Bolaño in un dibattito: gli spagnoli non si odiano come i soci di Sanchez odiano la Spagna e tantomeno come Sanchez odia alla metà della Spagna; siamo i figli e i padri della pace civile. E questo si è visto nei momenti drammatici della nostra storia recente, quando migliaia di spagnoli hanno viaggiato a Valencia per aiutare e si è visto in una notte oscura di una domenica in un piccolo paese di Cordoba: gli spagnoli spalla a spalla aiutandosi e avendo cura gli uni degli altri. Questo spirito di Adamo cordiale e solidale è la base sopra la quale dobbiamo risollevare una Spagna rinnovata, forte, sicura, riformista e vigorosa. Una Spagna ottimista, piena di speranza nel pieno del suo cammino".   Fonte“He venido a politizar”. Foro Sargadelos, 23.1.26  (Cayetana Alvarez de Toledo)

 

 

 

 

 

Pubblicato: 06/02/2026
Share:


Ultime interviste