N°13/2010 Registro Stampa Trib.di Roma il 19/01/2010 - Direttore Responsabile: Giulio de Nicolais d'Afflitto.
NUMERO 160° Maggio 2024 Anno XIV°  

AL TEATRO DELLE MUSE GRANDE SUCCESSO PER IL GALA’ DELL’ABBONATO

PROSSIMO APPUNTAMENTO 18 OTTOBRE ORE 21.00  IL DEBUTTO DE  “L’EREDITA’ DELLO ZIO DOMENICO”

CON WANDA PIROL, RINO SANTORO, GEPPI DI STASIO

AL TEATRO DELLE MUSE GRANDE SUCCESSO PER IL GALA’ DELL’ABBONATO

Serata indimenticabile per i numerosi ospiti del Teatro Delle Muse che hanno affollato la platea per prendere parte al “Galà dell’abbonato”, con il quale è stata inaugurata la nuova stagione dello storico spazio teatrale di via Forlì. Sul palco una girandola di volti, tutti quelli previsti in cartellone, capitanati dal regista, autore ed attore Geppi Di Stasio, che si è sperimentato con successo nel ruolo di conduttore presentando via via gli spettacoli previsti ed i suoi protagonisti, tra cui la Compagnia stabile (Wanda Pirol, Rino Santoro, lo stesso Di Stasio, Antonio Lubrano, Roberta Sanzò), Luciana Frazzetto, Mimmo Strati (con le rispettive compagnie). Ognuno ha reso il suo personale omaggio al teatro fino all’arrivo a sorpresa dell’attore e doppiatore Giorgio Lopez che ha regalato ai presenti una meravigliosa interpretazione di “Natale in Casa Cupiello”, la famosa commedia tragicomica scritta da Eduardo De Filippo nel 1931, scatenando applausi e sorrisi.

Tra gli ospiti il cantautore Toni Santagata, l’attore Pino Ammendola, il musicista Vito Caporali de I Baraonna, l’attore Marco Ciriaci,  gli avvocati Luca Roberto Sevardi, Lino Nardo, Roberta Mura, il ballerino Eddy Angelini, il Patron di Miss Università Marco Nardo ed appunto Giorgio Lopez con la moglie Rossella,

Prossimo appuntamento il 18 ottobre con il  debutto de “L’Eredità dello Zio Domenico” con Wanda Pirol, Rino Santoro, Geppi Di Stasio, scritta e diretta da Geppi Di Stasio. Una commedia in cui l’interesse è l’aspetto dominante della vicenda, un interesse addirittura feroce che si contrappone all’affetto che dovrebbe spingere figli, e non solo loro, al capezzale del moribondo Domenico.

                                                                                       L’EREDITA’ DI ZIO DOMENICO

(NOTE DI REGIA)

Un operaio, un piccolo imprenditore donnaiolo e un intellettuale assente sono i tre fratelli che si litigano l’eredità di un padre che viene chiamato zio perché incontrato in tarda età. Ma sembra che i tre, almeno all’inizio, non hanno fatto i conti con un lascito di debiti e obbligazioni che, improvvisamente, li porta a negare lo status di figli naturali. Il tema de L’EREDITA’ DI ZIO DOMENICO è chiaramente un tema proveniente dal grande teatro di Eduardo. Proprio per questo ho cercato di insaporire la messa in scena con chiari accenni stilistici eduardiani, addirittura scrivendo i dialoghi ispirandomi al ritmo tipico del grande maestro.

Naturalmente è questa una commedia in cui l’interesse è l’aspetto dominante della vicenda,. Ma simbolicamente i figli convenuti sono soltanto due su tre perché l’intellettuale sembra voglia viversela a distanza di sicurezza (ma sembra soltanto). Così, partendo dal capovolgimento di tutte le situazioni come il riscatto di chi si era macchiato di antiche colpe (vedi la giovane concubina che alla fine si dimostra l’unica in buona fede), o i cambi di notizie in merito al “patrimonio”, si arriva al crescendo del mistero intorno alla figura di zio Domenico in fin di vita che si troverebbe al di la di una porta  e che non si può mai vedere ingenerando dubbi sulla sua presenza fisica. (cosa che, naturalmente, non sveliamo in questa sede).

 

Personalmente ho sempre pensato che l’avvicinarsi a Eduardo conferisse ad una piccola compagnia stabile un certo sapore di “amatorialità” proprio per le gigantesche proporzioni del drammaturgo. Ma uno studio o, se si vuole, un approfondimento del tema (e lo dico umilmente), penso che sia arrivato, per me, il momento di tentarlo insieme alla Compagnia che mi onoro di dirigere.

 

geppi di stasio

Pubblicato: 22/10/2012
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