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DALLE CATENE DELLA SCHIAVITU’ ALLE ALI DELLA LIBERTA’
di Patrizio Imperato di Montecorvino
“Finalmente libera dall’orco che mi ha rubato la giovinezza, la gioia di vivere, recita in un suo monologo Diana Iaconetti accompagnata al pianoforte dal maestro Vincenzo Silvestris, da un sistema che mi ha incatenato ma non mi ha tolto la dignità e la forza di combattere, da un “amore” che altro non era che una catena sempre più stringente ed umiliante. Finalmente libera di tornare a volare ad un chilometro da Dio…..”.
“Mafia, donne e minori” il convegno organizzato dall’associazione L’Albero Verde della Vita in collaborazione con l’I.P.A. – International Police Association – sezione di Ascoli Piceno, il C.E.S.A.D. – Centro Europeo Sicurezza ed Autodifesa ed il Ministero della Giustizia – Dipartimento Amministrazione Penitenziaria - , presso la casa circondariale di Regina Coeli in data 18 aprile 2015, ha visto la partecipazione di autorevoli relatori impegnati nel sociale e nelle problematiche della quotidianità che colpiscono in maniera sempre più incisiva donne indifese, vittime di amori sbagliati che da amorevoli e premurosi compagni di vita si sono trasformati in seviziatori, violentatori, padroni della “tua” anima, del “tuo” essere, di “bambini a metà” che la vita, la famiglia di origine, il cognome che portano li hanno costretti a crescere troppo in fretta fino a diventare boss di quartiere, giovani capi famiglia pronti ad impugnare una pistola in nome del potere, ad ammazzare e a vendere la propria fanciullezza pur di mantenere il controllo del territorio; donne, imprenditrici, madri che pur di non abbassare la testa e rimanere schiacciate dall’avidità del denaro sporco e facile, si ribellano denunciando i propri estortori, rinunciando ad una vita serena, normale, tranquilla: “due ore di tempo per fare le valigie, andare a prendere i bambini a scuola e dirigersi chissà dove, senza più una tua identità vera, vivendo sotto copertura, con nomi falsi, senza più un lavoro, senza poter spiegare o dare risposte alle tante ingenue domande di bimbi in tenera età ignari di ciò che sta accadendo ma catapultati in una nuova realtà di continui allontanamenti, nuove case, nuove scuole nuove amicizie o forse no, ed ancora solitudine….non potersi fidare di nessuno nemmeno delle Istituzioni se non del Magistrato che conduce le indagini, vivere sotto scorta…E poi…dopo tutto questo dolore, il coraggio di denunciare, di tornare a vivere, di essere finalmente libera sfidando la paura di non farcela, la solitudine degli amici e dei parenti più cari pronti ad abbandonarti nel momento più duro della tua esistenza”: esperienze di vita e parole toccanti raccontate con l’orgoglio di Valeria Grasso, oggi testimone di giustizia che non si è arresa alle minacce.
Un convegno che ha suscitato forti emozioni, profondi spunti di riflessione, immense speranze…..
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