N°13/2010 Registro Stampa Trib.di Roma il 19/01/2010 - Direttore Responsabile: Giulio de Nicolais d'Afflitto.
NUMERO 160° Maggio 2024 Anno XIV°  

Ennio Calabria l'artista che ci ha lasciato. La sua Arte: Visione Conoscenza Evoluzione

Ennio Calabria l'artista che ci ha lasciato.  La sua Arte: Visione Conoscenza Evoluzione

by Sabina Fattibene

Un grande dei nostri tempi Ennio Calabria, intellettuale italiano, artista fuori dalle mode e dai giochi di palazzo, ci ha lasciato oggi Venerdì 1 Marzo 2024,a pochi giorni dal suo compleanno, avrebbe compiuto 87 anni il 7 Marzo. Ecco come definiva la sua arte “Non solo dipingere sulla tela è un atto generativo, non solo esprimere qualcosa che è mosso da una profonda, particolare insostituibile necessità, ma è anche uno dei pochi casi in cui la disciplina è in grado di rivoluzionare continuamente se stessa”.

Calabria inizia a disegnare da prestissimo all'età di 8 anni, andando allo Zoo, dove era solito ritrarre gli animali sul cartone, era molto attratto dalle belve feroci, la sua preferita una tigre siberiana che disegnava per giorni interi, finchè non riusciva a definirla nella sua realtà. Quando il suo disegno era ultimato lo posizionava davanti alle gabbie degli altri animali, notando quanto il disegno li allarmava. Capisce quanto l'arte fosse comunicativa e poteva servire per combattere. Il suo disegno incuteva paura e questo lo spinge ad usarlo come arma contro le sue paure. Da bambino aveva paura dei fantasmi, così mise il cartone con la tigre ai piedi del letto, per tenerli lontani. Crescendo scopre come la pittura segua la necessità dell'evolversi dell'artista, sempre in rapporto con i processi inconsapevoli di chi guarda l'opera. Crea negli anni 70 manifesti che riprendono temi culturali e sociali, e diventa segretario generale della Federazione nazionale lavoratori arti visive Cgil.

Con i suoi manifesti partecipa alle manifestazioni della collettività, avendo una sua visione sui problemi del sociale e a riguardo scrive queste parole: “Un artista che perde il rapporto con la società diventa sterile, perde la ragione d'essere”.

 

Alcune note Biografiche

Nasce a Tripoli nel 7 Marzo del 1937, sceglie come sede di vita e lavoro Roma.

Nel 1955 consegue la maturità artistica e si iscrive ai corsi della Scuola Libera del Nudo dell'Accademia di Belle Arti di Roma. Ritrarre la figura che lo affascinava, le sue donne sono sensuali ma anche mistiche, con le gonne agitate da un immaginario suono di un flamenco. Le donne una parte importante della sua vita, una moglie, tanti amori e fidanzate. Lo hanno coccolato, ispirato, gli hanno insegnato a vivere: un artista rimane sempre un po' fanciullo dentro e ricerca nella donna una figura che lo conduca nel reale, ai sentimenti della vita. La sua prima mostra nel 1958 presso “la Feluca” di Roma, che richiama tanti personaggi della critica che lo considerano uno dei pittori più significativi della generazione tra il 1950 e il 1960. La sua pittura è inserita nel contesto storico e sociale dell'epoca in cui vive, anche visionaria e autobiografica. Nel 1963 insieme agli artisti Attardi, Farulli, Gianquinto, Guccione, Vespignani, Morosini, Micacchi, fonda il gruppo “Il Pro e il Contro” Diventa il punto di riferimento per le nuove ricerche figurative in Italia nel periodo in cui vigeva il mercato informale.

La pittura “sociale”, come veniva da lui definita, andava sempre nella profondità dei problemi, in contrasto con la solennità vacua delle illustrazioni di Renato Guttuso, che in un primo momento lo considera un nuovo talento pittorico e poi lo allontana, come temibile avversario per un'egemonia artistica e politica che però a Calabria non interessava. Lui era un filosofo si faceva tante domande, diceva: "Viviamo in un assoluto presente: se i codici del passato non esistono più, dobbiamo chiederci in che modo la vita può dare testimonianza di sé".

 

La pittura per Calabria non è mai un semplice atto estetico ma uno strumento di conoscenza per riconoscere l'evoluzione della realtà, anche se si serviva di un figurativo visionario per rappresentare il reale, era sempre dentro il momento conoscitivo ma alla sua maniera..

L'Antologica a Palazzo Cipolla dal 20 Novembre 2018 al 27 Gennaio 2019

Titolo della rassegna “Verso il tempo dell'essere”, con opere dal 1958-2018 curata da Gabriele Simongini. Promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro, presenta al pubblico 80 lavori, alcuni realizzati nel 2018, quadri, pastelli e manifesti, dove emergono il pensiero la forza immaginifica e le stesse inquietudini del maestro. Un'antologica dovuta, dopo anni in cui è stato dimenticato da gallerie e spazi museali. L'antologica fortemente voluta da Emanuele F.M.Emanuele, mette in primo piano le riflessioni di un pittore complesso come Calabria, sempre coerente con se stesso, con i suoi interrogativi sul significato della vita e sul destino dell'uomo. Ciò che colpisce nella mostra è il colore, la potenza del gesto pittorico, i cambiamenti della società trasmessi con una pittura dal valore sociale.”La pittura capisce prima di me”  è  una delle frasi sulle pareti della mostra, questo permette al visitatore di seguire il percorso andando indietro nel tempo, dando modo di esplorare il mondo interiore del maestro ed anche i principali avvenimenti fondamentali della storia del nostro paese. I temi delle opere sono vari,  dalla politica alla religione, ai temi biografici sino all'arrivo della tecnologia nella nostra casa. Ennio Calabria è stato un grande interprete della nostra storia di cui ha colto i mutamenti, prevedendo in maniera quasi profetica l'attuale dominio globale delle tecnologie. “Prima si avevano dei riferimenti che erano certezze, ora il singolo diventa voce della Storia”, dichiara l'artista mentre si guardano le sue opere. Pensando alle nuove scoperte che cambiano la dimensione antropomorfa, come un processo di robotizzazione, ci viene da chiederci cosa ne poteva pensare Ennio Calabria della intelligenza artificiale che ci preoccupa, conoscendolo da filosofo quale era avrebbe detto "Dobbiamo stare molto attenti ai robot umanizzati, l'uomo deve disegnare le soluzioni dei problemi che l'Intelligenza artificiale deve affrontare, ma non si deve perdere di vista che è l'uomo al centro di tutto e muove tutto”. Questa dichiarazione mi viene confermata da un concetto espresso da Calabria, quello di essere giunto alla consapevolezza che l'essere viene prima “dell'idea” sum, ergo cogito questo diceva il maestro. E' dall'essere, dall'esistenza concreta che nasce l'idea in un processo che prende forma dalla materialità dell'esistere e che, può arrivare al sublime come anche nell'abisso. Ci lascia un maestro, Ennio Calabria, di grandi insegnamenti non solo artistici ma anche di vita.

Pubblicato: 02/03/2024
Share:


Ultime interviste