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Essere donna ukraina oggi in Italia

Verità nascoste e problematiche sociali
Noi italiani ne abbiamo accolte veramente tante di persone e percorrendo le strade di Roma spesso ci accorgiamo della moltitudine di cittadini stranieri immigrati. Sono le ore 12:00, e in Via del Colle Oppio a Roma, vicino la mensa della Caritas c'è una fila di alcune migliaia di persone per un pasto caldo: molte donne ucraine, spesso molto belle, sono tra loro. Poco lontano in Piazza Madonna de Monti c'è una piccolissima Chiesa Ukraina Greco Cattolica, riferimento di molti di questi fedeli ucraini: anche lì la folla è nella strada perchè l'infrastruttura non basta ad accogliere i fedeli.
Vorrei poter seguire la giornata di molte di queste donne, venute in Italia per trovare un lavoro che consenta loro di sostenere se stesse e contemporaneamente di mandare in patria danaro ai propri familiari: l'Ukraina, come più o meno la maggior parte delle Repubbliche dell'ex Unione Sovietica, adesso attraversa una situazione di sensibile difficoltà. Non mi è possibile seguirle queste donne, ma ne fermo qualcuna per parlare e farmi raccontare le difficoltà che ha incontrato nel venire a vivere in Italia. Poi vedo anche Padre Giorgio, Parroco della Chiesa Russa di Firenze, quindi una psicologa assistente sociale, per sapere quanto sia complesso il mondo dell'immigrazione ukraina.
Mi rendo subito conto che, anche se sono molte le donne che spesso vediamo di giorno o di notte nelle strade delle nostre città, quelle che vediamo non sono tutte le donne ukraine: esse sono molte, di più. Spesso, pur essendo immigrate senza regolare visto o permesso di soggiorno, svolgono attività sociali "pulite": sono collaboratrici domestiche o infermiere nelle case delle buone famiglie italiane. Per chi vive senza permesso di soggiorno, la vita è dura: lavora illegalmente ed è talvolta esposta a ricatti e sfruttamento da parte dei datori di lavoro. L'assistente sociale suggerisce che le Autorità competenti italiane provvedano presto ad una legalizzazione della presenza in Italia, magari provvisoria o a breve scadenza, di queste immigrate, al fine di non esporre molte ragazze a sfruttamenti di varia natura.
Padre Giorgio mi illumina, spiegandomi che esiste purtroppo un "traffico del collocamento al lavoro da parte di ukraini": molte donne pagherebbero una cifra pari a 350 $ ad altri ukraini già stabilitisi in Italia al fine di "comperare un buon posto di lavoro" più o meno sommerso, uno di quei lavori che le donne italiane non sono più disposte a fare . Chi spende, lo fa senza garanzia alcuna, spesso arriva in Italia e si trova frodata dai suoi stessi connazionali!
Ormai si calcola approssimativamente che in Italia siano presenti più di 300.000 cittadinini di nazionalità ukraina. Tra questi moltissime sono donne, più o meno giovani, che da diversi anni, dai tempi della Perestroika, ha deciso di fare dell'Italia la meta della propia emigrazione. Quando i numeri sono ormai tali è d'uopo prendere delle iniziative per far sì che chi arriva non si trovi ad essere emarginata: che si istituisca allora un numero verde in lingua ukraina, ad esempio, per dare a tutte queste donne ogni informazione necessaria, che si istituisca un numero verde per raccogliere le eventuali denunce di soprusi.
Noi italiani ne abbiamo accolte veramente tante di persone ed essendo impossibile , dare lavoro in Italia a tutta l'Ukraina, la nostra formazione cristiana e democratica ci impone di suggerire di fermare il flusso dell'immigrazione, sia legalizzando i lavoratori ukraini, residenti in Italia ed in possesso di un lavoro, sia procedendo verso una fattiva collaborazione tra Governi ed Istituzioni italiane europee ed ukraine per la creazione di un programma di rilancio dell'economia ukraina, al fine di offrire occupazione in patria alle moltitudini costrette all'emigrazione.
La Repubblica Ukraina è nuova, dinamica, aperta nell'evoluzione nel rispetto della natura e dei popoli: il suo prodotto interno lordo è in netta crescita e la sua lidership è senza ombra di dubbio d'ispirazione democratica: io stesso mi sento molto affine alla cultura e alla mentalità di questo popolo che adesso è in una situazione di difficoltà, ma che in futuro, auspico, abbia grandi possibilità di ripresa. Tuttavia la crescita dell' Ukraina sarà cosa lenta - un buon avvio sarà dato dall'imminente visita del Santo Padre Giovanni Paolo II° - e fin tanto che gli italiani ospiteranno donne ukraine sarà il caso di istituire un sistema di avvicendamento, una sorta di "numero chiuso di permessi di soggiorno lunghi non più di 1 anno" (chi ha già lavorato in Italia per un anno torna a casa e cede il posto a un'altra ukraina e così via..) per dare a più persone, in modo ordinato e controllato la possibilità di lavorare, vivere degnamente in Italia, maturando in una esperienza di vera democrazia e aiutando la propria famiglia a superare l'indigenza economica


Giulio de Nicolais
filosofo teologo

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