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GIUBILEO DEGLI ORDINI DINASTI DI CASA SAVOIA
Savoia unità d'Italia e garanzia della continuità

Roma. S.A.la Principessa Marina Doria di Savoia saluta la più anziana tra le Guardie  d'Onore intervenute al sacro rito Giubilare.Roma.17.12.2000 Nella stupenda cornice del Pantheon - luogo in cui riposano i Sovrani Re d'Italia S.A.R Vittorio Emanuele II e sua consorte, S.A.R. la Regina Margherita, ed il figlio S.A.R.Umberto I di Savoia - gli Ordini dinastici di casa Savoia le Guardie d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon hanno celebrato il proprio Giubileo il 17/11/2000. Alla presenza di S.A. la Principessa Marina Doria, in rappresentanza de proprio consorte S.A. il Principe Vittocrio Emanuele attualmente costretto in esilio, sono intervenuti numerosissimi tra il Cavalieri in rosso manto dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro il più insigne ed il più antico degli ordini cavallereschi della monarchia sabauda, dopo quello dell'Annunziata: presenti tra gli altri S.A il Principe Massimo Brancaccio e S.A il Principe Giovannelli.

Fondato nel 1434 da Amedeo VIII il Pacifico, l'Ordine di San Lazzaro, munito di privilegi dai re di Gerusalemme, dall'imperatore Federico II e da Alessandro IV, che gli assegnò la regola di Sant'Agostino. A seguito degli editti dei Re Carlo Emanuele I (1619 e 1643) che ne modificavano la regola. Soppresso dalla Rivoluzione francese, fu ricostituito nel 1814 da Vittorio Emanuele I; lo riformarono successivamente - in conformità ai tempi nuovi - Re Carlo Alberto (1831, 1837, 1838, 1842) e Vittorio Emanuele II (1853, 1855, 1857). La decorazione era una croce trifogliata, smaltata di bianco, orlata d'oro, accantonata a 4 fasci di raggi, in verde. Attualmente in base alle disposizioni transitorie e finali (XIV) della Costituzione della Repubblica Italiana, per la quale "i titoli nobiliari non sono riconosciuti", "l'Ordine Mauriziano è conservato come ente ospedaliero ed è presente in tutto il mondo. Le Guardie d'Onore anch'esse numerosissime alla funzione giubilare hanno visto iscritti nelle le loro file numerosissini giovani che, pur non avendo conosciuto i fasti della monarchia sabauda "le riconoscono tuttavia il merito di aver donato all'Italia unità e garanzia di continuità". Le Guardie sotto la guida del loro Presidente l'Ammiraglio Antonio Cocco, vegliano quotidianamente le tombe dei Reali italiani nel Pantheon in vece degli eredi di casa Savoia costretti all' esilio: una presenza assidua e volontaria, tra loro militari e civili di ogni ceto, oltre 15.000 residenti in ogni regione della Patria; organizzano anche pellegrinaggi alle tombe dei Reali defunti in esilio dopo il 1946.
Il sacro rito celebrato alla presenza della gloriosa bandiera sabauda e dei vessilli dei diversi Ordini Ospedalieri e Civili al Merito di casa Savoia si è concluso in serata tra i consensi del numerosi cittadini romani e turisti soffermatisi in preghiera durante la celebrazione della S. Messa.
In base alle disposizioni transitorie e finali della Costituzione della Repubblica Italiana gli eredi maschi di casa Savoia sono costretti all' ignobile esilio perpetuo. La nobile dinastia che si è prodigata nel riunire popolo e terre italiane in un unico grande Regno d'Italia, interpretando la volontà popolare - al grido di VIVA VERDI! allora pseudonimo del Re Vittorio Emanuele II -, impegnandosi nelle guerre d'indipendenza fino al Primo Conflitto Mondiale contro l'oppressore Austriaco, è ancora fatta oggetto del tragico e fazioso pregiudizio imposto da una legge che sarebbe dovuta essere di natura transitoria ma che invece si sta dimostrando perpetua.
I tempi sono mutati, sono mutate le condizioni politiche e sociali dell'Italia, e solo sull' argomento dei Reali il diritto è rimasto immobile alla situazione dell'immediato incerto secondo dopoguerra. Un caso o una vile volontà di pochi? Le nuove generazioni vedono infatti con simpatia quella nobile Dinastia. Il mondo a apprrezzato positivamente il processo di beatificazione dello Zar, dinastia Romanof, che la Chiesa Ortodossa ha condotto in Russia. La pubblica opinione internazionale sta mutando posizione in merito alle famiglie che portarono l'Europa alla maturità delle monarchie parlamentari di fine '800 - storicamente primi fra tutti i Savoia con lo Statuto Albertino - e attendono che anche in Italia siano riammessi a pieni diritti, i cittadini, gli eredi maschi di casa Savoia.

di Petro Olar - corrispondente internazionale - DINAU

Per l'ampio servizio fotografico digitale scrivere alla redazione Romameeting




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