Il libero
arbitrio muove l'azione., dice S. Tommaso: noi vogliamo il bene e con
il libero arbitrio scegliamo i mezzi con cui raggiungerlo. Dio, rimanendo
causa prima, muove anche le cause volontarie: la sua azione nelle cose
è - potremmo dire - rispettosa delle caratteristiche proprie di ogni singola
cosa. Ecco perché Dio ha voluto che l'uomo fosse libero. Fermo restando
che l'uomo per sua natura vuole il bene, S. Tommaso afferma che dipende
dalle caratteristiche di ognuno scegliere questa o quella cosa per raggiungerlo:
giunge a dire che ciò dipende dalle qualità fisiche del corpo. Evidentemente
le scelte sempre alla ragione fanno capo, per cui è facile concludere
che l'uomo è in possesso del libero arbitrio. che agisce liberamente.
Analizziamo ora più a fondo quanto detto dopo questo excursus di.commento
all'articolo 1. L'uomo ha per sua natura il libero arbitrìo, quindi la
libertà è nell'uomo naturale. Qui si parla di libertà psicologica. ma
è interessante compararla con la libertà morale: questa consisterà in
una liberazione da peccato e passioni., che impediscono all'uomo di essere
se stesso.
Come si può ben vedere la libertà deve far sì che I'uomo sia uomo. sia
ciò che è per sua natura. Proprio perchè l'uomo consegua il bene gliè
stata data la libertà. Ogni volta che deve scegliere qualcosa si domanda
se ciò sia per lui un bene o no, quindi sceglie liberamente ciò che contribuisca
al raggiungimento del "bonum" e quindi alla sua completa realizzazione.
Veramente si può dire con S. Tommaso che l'uomo ha il suo destino nelle
sue mani., ed è Dio che questo destino gli ha affidato. Infatti Dio che
è l'essere "pieno", è la garanzia su cui appoggiare ogni esistente: Lui
ha creato i molteplici esseri. All'essere uomo ha donato la libertà: la
piena attuazione dell' actus essendi dell'uomo non può escluderla minimamente.
Dove sta questa libertà? Se I'uomo tende naturalmente al bene (e non può
essere diversamente) può scegliere una via per dare compimento alla sua
inclinatio naturalis, ma questa via può anche non seguirla. L'intelletto
fa sì che l'uomo conosca il bene quale esso è e ciò consente che I'uomo
non voglia necessariamente alcun bene fruito, ma solol "il bene supremo".
1 Nella quaestio S. Tommaso dice che Dio muove la volontà. Ciò che preme
sottolineare è che solo Dio ha vero e diretto influsso sulla volontà rispetto
all'agire. rispetto cioè all'attualizzazione di essa sia perchè l'ha creata
sia perchè essa tende al bene e Dio è il bene. E' utile a questo punto
anticipare la argomentazione terza del 2° articolo.
L'uomo avrebbe perso col peccato il libero arbitrio. secondo quanto dice
S. Agostino. S. Tommaso risponde che ha perso non la possibilità di azione.
ma quella di essere libero dalla colpa e dalla miseria. Infatti leggiamo
nel "De Malo" (q. 5 art. IV ad sextum) che l'uomo ha, a differenza degli
altri animali, la ragione di colpa: infatti se l'uomo uccide va contro
la sua volontà e ciò dà luogo alla colpa propria dell'uomo che agisce
deliberatamente con giudìzio, quíndi secondo ragione come abbiamo visto
precedentemente. Accertato che l'uomo abbia il libero arbitrio possiamo
domandarci cosa esso sia e farlo sarà l'argomento del prossimo articolo
. (di Giulio de Nicolais) |
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