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Quello che contraddistingue maggiormente il lavoro di Gulia Lusikova è l'ottimismo, il voler trovare e tirare fuori sempre il lato positivo delle cose. La sua opera si concretizza attraverso la descrizione e l'invenzione di favole, racconti, storie immaginarie e surreali, molte volte dedicate a personaggi noti, come Nureyev e Isadora Duncan.
Gulia incrna perfettamente l'originalità e l'eccentricità artistica; ha in se il carisma della non conformista, nella quale confluiscono la forza della sua cultura di origine, sia quella occidentale, in cui ha scelto di vivere in questo momento della sua vita, ma soprattutto esprime la sua libertà.
L'immagine di Gulia non è quella straniera dal tono sommesso e attonito bensì della cosmopolita con il cuore da bambina, presa per mano dalla sua stessa bambina, Karolina (genio genetico), della visionaria fantastica, abitante di una Roma grande e soverchiatrice. Ma nella gamma dei colori usati, nelle linee e neri russi, della cultura tartara, sebbene immersa nella dialettica delle teorie contemporanee, portando un'ondata di novità e di freschezza in un ambiente spesso retorico e conformista. La luminosità è calda e rassicurante, siamo di fronte a qualcosa di diverso e di già visto, stilisticamente equilibrato, ironicamente e bonariamente divulgato.
L'opera, anzi l'arte, di queste due donne bambine è la metafora di un'atmosfera di creatività che coinvolge tutto e tutti, la traduzione di un impegno artistico che si estende alla vita quotidiana. Questo lavoro insegue un'ispirazione poetica, narrativa, fantasiosa; il gesto creativo nella sua totalità, la musica, il video, la performance, esprimono il loro spirito più profondo. Gulia e Karolina che ci aiutano ad osservare le cose che ci circondano attraverso uno sguardo argutamente infantile e ingenuo che ci conduce alla magia del mondo, alla ricerca audace del messaggio che vive segreto nelle cose attorno a noi.
Il dinamismo delle forme figurative è in grado di animare il racconto; le favole sognate, riflesso immaginifico dell'esperienza dell'infanzia, dense di vivacità e vitalità, sono comprensibili decori di un'esistenza anche spensierata. Vediamo queste opere attraverso la prospettiva del bambino che si cela in ognuno di noi, ma Gulia Lusikova ci rammenta che tutte le favole sono metafore e insegnamento di vita e di moralità e a noi adulti servono come riflessione buona sulla nostra condizione.

Alice Rubbini, giugno 2001

 


"Scarpa di Cenerentola"

"Anastasia sognante"

"Tragedia o commedia"

"L'onda melanconica"

"Samovar"