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Al
tempo di Gramsci molte erano le opinioni e gli atteggiamenti dei marxisti
italiani di fronte alla religione. Due erano i principalì: quello degli
anarchico-bakuninisti, che ad una critica radicale della religione aggiungevano
un Impegno anticlericale altrettanto serrato sul piano dell'azione; dall'altra
parte quello sostanzialmente passivo dei secondìnternazionalistì che ritenevano
che la religione fosse una questione privata prodotta dal capitalismo,
contro, la quale non è necessario sprecare energie, perché essa scomparirà
allorché sarà stata distrutta la sua causa scatenante, il capitalismo
appunto. Questa seconda, in definitiva è una concezione passiva della
lotta alla religione che trae le sue origini direttamente nel pensiero
di Marx. In questo contesto culturale il pensiero gramsciano spicca per
il suo equilibrio e la sua origìnalità. Egli si sforza di correggere gli
errori di entrambi gli atteggiamenti sopraelencatí, combinandoli armonicamente
tra di loro. Contro la sopravvalutazione bakuninista della religione,
egli ricorda come essa, dallo stesso Marx fosse considerata come un elemento
non totalmente "ideologico". Per il giovane Marx, cui Gramsci ci rifà,
la religione è la forma paradigmatica di coscienza ideologica. "Ideologia"
nel senso marxiano del termine , ce lo dice chiaramente Engels, quando
afferma che essa è "un'attività che occupa dei pensierí considerandoli
come entità indipendenti, che si sviluppano in modo autonomo e sono soggette
soltanto alle proprie leggi. Il fatto che le condizioni materiali dell'esietenza
degli uomini. nei cui cervelli si compie questo processo di pensiero,
determinano in ultima analisi il corso di questo processo, questo fatto
non può giungere alla coscienza di questi uomini, altrimenti tutta l'ideologia
sarebbe fini (2)". Riferito al pensiero gramseiano, tutto ciò ci fa capire
come egli, contro i bakuninisti, la verità dei problemi e delle istanze
di liberazione sulle cui basi la religione nasce sotto forma di coscienza
critica della società. La lotta alla religione, perciò non deve dimenticare
questo piano di fondamentale verità su cui essa germina. Contro i secondinterzionalisti,
Gramsei invece ripropone l'importanza enorme dello studio dei vari modi
degli uomini di rapresentarsi il loro rapporto col mondo: religione. diritto,
arte morale, filosofia etc... Questo è proprio il punto più originale
della filosofia gramsciana, ed anche il più in disaccordo col pensiero
marxista classico. Mentre in Marx abbiamo una svalutazione di tutte le
sovrastrutture a favore di uno studio rigorosamente scientìfico del substrato
materiale di esse (l'economia con le sue leggi), Gramsci, influenzato
dalla sua formazione filosofìca, esalta il ruolo delle sovrastrutture,
forme soggettive in cui si diversifica l'oggettività della base economica.
Gramsci è cosciente di quanto esse contribuiscano al cambiamento delle
strutture, specie nel periodo di transizione dal capitalismo al socialismo:
al punto da arrivare a definire 1a rivoluzione come "riforma intellettuale
e morale".
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