N°13/2010 Registro Stampa Trib.di Roma il 19/01/2010 - Direttore Responsabile: Giulio de Nicolais d'Afflitto.
NUMERO 85° Novembre 2017 Anno VII° 

Ricordati i caduti del II Corpo d'Armata del Generale Anders al Cimitero Militare Polacco di Casamassima (BA)

Combatterono a fianco degli Alleati i polacchi di Anders.

Negli anni decisivi della seconda guerra mondiale, sbarcarono a Taranto

ed ebbero in Puglia il loro quartier generale.

Ricordati i caduti del II Corpo d'Armata del Generale Anders al Cimitero Militare Polacco di Casamassima (BA)

di Leonardo A. Losito 

Combatterono a fianco degli Alleati i polacchi di Anders. Negli anni decisivi della seconda guerra mondiale, sbarcarono a Taranto ed ebbero in Puglia il loro quartier generale. Da li' risalirano verso Nord, distinguendosi in diverse battaglie per la liberazione dell'Italia dal Nazifascismo. Ad Ancona, Montecassino, Bologna e altrove versarono sul campo molto sangue, per la nostra e la loro liberta'.  

La cerimonia di quest'anno ha visto presenti in Puglia oltre alle Autorita' civili e militari dei due Paesi, anche un delegato della S. Sede per la Pastorale dei Migrantes, Monsignor Jan Glowczik. La circostanza non e' fortuita, ma molto contestuale se si pensa che persino durante le operazioni militari, ogni domenica e per tutto il periodo in cui furono acquartierati in Puglia, i soldati polacchi si recavano a piedi da Mottola e San Basilio (al confine con la provincia di Taranto) incolonnati come da regolamento --  allineati e coperti -- a celebrare le funzioni religiose in una Chiesa di Gioia del Colle, dove lasciarono a perenne ricordo un'icona (tuttora adorata) della Madonna di Czestochowa.

In questa cittadina dell' entroterra premurgiano c'era e c'e' ancora uno degli aeroporti strategicamente piu' importanti del fianco sud della Nato, come l'invincibile 36 Stormo. E dall'aeroporto militare di Brindisi volarono nel 1944 i piloti polacchi per portare aiuti ai patrioti  che per primi insorsero militarmente contro gli invasori Nazisti: una stele in pietra bianca di Trani ne ricorda dal 2014 il sacrificio. 

Tutte cose piu' o meno note agli storici di settore ed ai cultori della materia. Ma qualcosa di nuovo da imparare c'e' sempre.  Debbo alla cortesia di un amicus Poloniae mio conterraneo, Angelo Antresini, l'avermi tempestivamente  segnalato a Varsavia l'esistenza (in una introvabile pubblicazione delle Edizioni Levante) di una rara foto del Primate di Polonia Stefan Wyszynski, in visita proprio al Cimitero Militare Polacco di Casamassima, negli anni grigi e cupi della cortina di ferro.

Alla fine della guerra, molti  militari polacchi decisero di restare in Puglia come in altre regioni d'Italia: alcuni avevano messo su famiglia e non vollero  tornare in una Polonia purtroppo passata da una dominazione come la tedesca, ad un'altra non meno efferata come fu quella sovietica, decisa questa volta dagli accordi di Yalta, che restarono tali per tutto il periodo della Guerra Fredda. Oggi le cose sono cambiate. La Polonia e' nella Nato ed e' parte attiva dell'Unione Europea, all'intero della quale fa valere il proprio ruolo, a volte critico verso il pesante  burocratismo di Bruxelles, poco disposto ad accettare il lascito della tradizione e dei valori spirituali giudaico-cristiani, consegnati a tutti da un pilastro della storia contemporanea come il santificato Papa Giovanni Paolo II. 

La Puglia pero', con l'Aeroporto internazionale di Bari  intitolato proprio a Karol Wojtyla, resta una zona davvero speciale per il consolidamento e la crescita anche dei rapporti economici e turistico-culturali bilaterali. No solo: nella vicina Mesagne, in provincia di Brindisi, sono da qualche mese state affidate solennemente per essere custodite e venerate le reliquie del Santo polacco, onorato in calendario il 22 ottobre. E non e' certo un caso che un accademico di spicco e finissimo politoligo dell'Universita' Jagiellonica di Cracovia, Krzysztof Szczerski (oggi col rango di Segretario di Stato al vertice istituzionale polacco quale Capo di Gabinetto del Presidente della Repubblica di Polonia Andrzej Duda), abbia scelto di affidare alle edizioni Milella dell'ateneo di Lecce la versione italiana di un suo atteso lavoro sulla riformabilita' del sistema europeo.

Tutto torna insomma e la terra da cui si mosse la Duchessa di Bari Bona Sforza,  500 anni fa, per essere incoronata a Cracovia Regina di Polonia come sposa di Re Sigismondo I il Vecchio, si fa trovare piu' che mai pronta agli storici appuntamenti che ricordano i forti legami spirituali e di amicizia tra i due popoli e Paesi. Il Mausoleo di questa grande donna del nostro Rinascimento (ancora amatissima in Polonia) Regina Bona e' oggi custodito nella Basilica di S. Nicola di Bari, a pochi passi dalla sede Arcivescovile di un finissimo studioso e teologo dell'immagine quale S.E. l'Arcivescovo Francesco Cacucci.

 

Pubblicato: 04/11/2017
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