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PASTORI
ORTODOSSI VALIDI PARTNER DELLE ISTITUZIONI NELLA SOLUZIONE DI PROBLEMI
SOCIALI
Percorrendo
le strade di Roma spesso ci accorgiamo della moltitudine di cittadini
di nazionalità ucraina, soprattutto donne, che da diversi anni,
dai tempi della Perestroika, ha deciso di fare dell'Italia la meta della
propia
emigrazione. Noi italiani ne abbiamo accolte veramente tante di persone,
abbiamo adottato tanti bambini sani o malati terminali dopo la terribile
esplosione della centrale nucleare di Chornobyl.
Accogliere non è solo prestare soccorsi materiali, certamente
fare ciò è cosa grande, tuttavia "accogliere pienamente
i cittadini immigrati di altra nazionalità " vuol dire mettere
questi ospiti in condizione di vivere da uomini laddove per "Uomo"
si intende per definizione "colui che prega". Ognuno ha diritto
al proprio posto in chiesa per poter degnamente rivolgere il cuore a
Dio, seguendo anche in Italia gli eventi liturgici della proria Confessione
religiosa, così come avrebbe fatto in patria sua.
Si calcola approssimativamente che in Italia siano presenti ad oggi
più di 300.000 cittadinini di nazionalità Ucraina. Tra
questi circa 250.000 sono di Confessione Ortodossa. Non è difficile
accorgersi come quanti tra costoro, non potendo essere raggiunti dai
rari pastori del Patriarcato Ecumenico Ortodosso di Costantinopoli,
si abbandonino verso l'emarginazione. Noi siamo persuasi che se le competenti
Autorità italiane dessero più fiducia e disponibilità
di strutture alle Chiese Ortodosse, queste Autorità troverebbero
nei Pastori validi partner nella soluzione di alcuni problemi sociali
nati con l'immigrazione in Italia di numerosi cittadini di nazionalità
Ucraina.
Siamo andati a visitare la Chiesa Ortodossa Russa della Natività
di Gesù Cristo e di San Nicola Taumaturgo.
Questa Parrocchia è in Firenze ed dall' aspetto inconfondibile
della sua struttura si riconosce che appartiene al Patriarcato Ecumenico
di Costantinopoli delle Chiese Ortodosse Russe dell'Europa Occidentale.
Dentro incontriamo il Parroco, Padre Giorgio e ci rendiamo subito conto
che in Firenze la comunità Ucraina ortodossa è assai viva
e messa in condizione di praticare il culto presso un proprio tempio
che possa accogliere più di 300 fedeli, a fronte di una comunità
ortodossa ucraina che conta 1.500 anime, sparse tra la città
di Firenze e sua Provincia.
Sappiamo che la condizione della comunità Ortodossa fiorentina,
tra le più antiche, non riflette affatto quella del resto delle
Comunità Ortodosse della penisola . Essa appare in un certo senso
privilegiata, infatti altrove la situazione del rapporto tra la disponibilità
di strutture e la quantità di popolazione Ucraina Ortodossa è
assai diversa. In ogni altra città del Paese i Templi sono assai
insufficienti e non possono accogliere che poche decine di fedeli.
In Firenze, realizzare "corsi gratuiti di lingua italiana"
ed impegnarsi nelle attività sociali di recupero e assistenza
dei connazionali è cosa ardua per Padre Giorgio, che non dispone
nella sua infrastruttura di locali adeguatamente riscaldati ed attrezzati
per un'attività scolare o per il recupero sociale degli emarginati.
La situazione in Roma è tragica: sono state concesse solo tre
piccole chiese, inadeguate alle esigenze di culto di circa 80.000 fedeli
Ucraini ortodossi.
Noi siamo persuasi che quando il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli
delle Chiese Ortodosse Russe dell'Europa Occidentale - godendo tra l'altro
di un buon dialogo con la Santa Sede - disporrà di adeguate infrastrutture,
con un maggior impegno di Pastori, potrà coadiuvare le Autorità
italiane nella soluzione di numerosi problemi sociali sia quelli tipici
della Comunità Ucraina, sia quelli sorti talvolta in un errato
approccio tra cittadini Ucraini e la popolazione italiana. Ciò
al fine di migliorare l'integrazione tra i popoli e le culture: per
lavorare insieme e dare finalmente un freno a piaghe sociali come il
fenomeno della prostituzione o quello dell'alcolismo, per dirigere uomini
e donne perfettamente integrati nel mondo del lavoro, ove mettano a
disposizione degli italiani non solo manovalanza, quanto anche arte,
ingegno e professionalità.
La nostra formazione cristiana e democratica ci impone di vedere nella
soluzione di queste spinose problematiche tra Chiese e Stato , la possibilità
per i cittadini stranieri di confessione Ortodossa di rinascere a nuova
vita .
Giulio de
Nicolais filosofo, teologo
Petro Olar Giornalista "Ucrinform"
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